Disavventure a Zagabria

Benvenuti al primo episodio della mia nuova rubrica “Disavventure a…”!
Ho deciso di creare questa raccolta di sventure principalmente per due motivi:
1. Ho una particolare calamita per le situazioni assurde e i personaggi improbabili, soprattutto mentre viaggio. I miei amici dicono sempre che dovrei scrivere un libro con tutte le disavventure che mi succedono periodicamente. Un romanzo magari è un progetto troppo ambizioso, meglio optare per una rubrica digitale.
2. Molti blog di viaggi sono pieni di fiocchetti e belle parole, ogni luogo sembra magico e uscito da una fiaba. Mi piacerebbe spezzare quest’incanto raccontando contrattempi, inconvenienti ed episodi tragicomici che rendono il viaggio più “vero” e magari servono anche da lezione!
Parto da una disavventura light rispetto ad altre, ovvero il mio viaggio a Zagabria.

C’era una volta una ragazza innamorata di una rock band serba chiamata S.A.R.S. (esattamente). Dopo aver passato mesi e mesi ad ascoltarli, la ragazza si accorge che ci sarà un loro concerto a Zagabria, a 350 km dalla sua città, di sabato sera. Quale migliore occasione per visitare la capitale croata e godersi il concerto?

zagabria street art

Street art a Zagabria

Il mio primo incontro con Zagabria è traumatico. Piove a dirotto, il cielo è grigio e l’umidità arriva alle stelle. Cerco di visitare il centro, per lo meno la città alta, con pochi risultati, quindi non mi resta che rifugiarmi nel primo bar e aspettare che smetta. Entro in un cafè a caso, senza badare troppo all’arredamento o fronzoli vari. Appena entrata, bagnata e infreddolita come un pulcino, mi dirigo verso il bancone e ordino un caffè bollente. Dopo la prima sorsata mi rendo conto di essere 1) la più giovane del bar 2) l’unica donna. Ok, niente panico, bevi il caffè, aspetta che spiova, c’è il wi-fi, divertiamoci.
Dopo aver scansato le avances di un vecchietto in un improbabile miscuglio tra inglese e croato, verso le 16 mi arriva un messaggio dal ragazzo che avrebbe dovuto ospitarmi quella sera stessa, contattato tramite Couchsurfing, che mi scrive: “Scusami, non posso ospitarti stasera, ho un appuntamento con una ragazza e mi serve casa libera”. Dopo aver fissato incredula lo schermo per qualche minuto, faccio un respiro profondo cercando di non scoppiare a piangere. Ok, niente panico parte 2, Zagabria è piena di gente, scrivi a qualcun altro. Stavolta faccio l’errore opposto, scrivo a talmente tante persone con un tono talmente da piagnisteo che mi rispondono in tre. Alla fine, opto per uno di loro e fortunatamente la serata prosegue senza ulteriori drammi.

zagabria chiesa san marco

Chiesa San Marco

Il giorno dopo, dopo un bel giro di Zagabria grazie anche a un Free Walking Tour e dopo una bellissima visita al Museo delle Relazioni Interrotte, mi dirigo verso il mio ostello per prepararmi al concerto. Non ho voluto soggiornare dal mio host anche il sabato per non fare la figura della scroccona che fa “Ciao, io ho un concerto stasera, torno tardi, mi lasci le chiavi di casa tua così posso scroccarti un posto letto mentre tu vai a farti i cavoli tuoi?”. L’ostello era carino e pulito, ma quasi fuori città. Non so che razza di mappa ho guardato al momento della prenotazione, ma il posto era veramente fuori, sembrava quasi un paesino di campagna. Fortunatamente c’era un autobus diretto alla stazione nei paraggi, quindi tutto sommato la lontananza non è stata un problema…all’andata.
Forse non ho ancora confessato una delle mie debolezze più grandi, soprattutto per una che ama viaggiare come me: ho zero senso dell’orientamento. Ma proprio zero. Da piccola sono riuscita a perdermi nel giardino di casa di mia zia, penso di aver detto tutto. Ah, chiaramente mia zia non abita a Central Park.
Comunque, dopo un viaggio infinito in bus arrivo finalmente all’Arena dove si sarebbe svolto il concerto, sorprendendomi di me stessa e di come sia riuscita a trovare il posto senza ricorrere a Google Maps, richieste di aiuto ai passanti, danze dell’orientamento perduto e così via.

zagabria

Zagabria e il suo bel tempo

Una volta finito il concerto (FI-GHIS-SI-MO!), penso tra me e me “Ma che sciocca, non ho controllato dove sia la fermata del bus notturno, ma sì seguiamo la folla, da qualche parte arriverò.” Questo verso mezzanotte. Seguo un gruppo di ragazzi verso una fermata sconosciuta, dove passavamo notturni dai numeri improbabili. Decido che forse no, non sono proprio nel luogo giusto, quindi cambio direzione. Non sto a farvi l’elenco di tutte le volte che ho pensato “no, forse è meglio se cambio direzione” durante quella camminata folle sotto la pioggia croata. Per farla breve, per fare questo “semplice” percorso di 2,5km ho impiegato un’ora e mezzo, giungendo finalmente all’1,30AM alla stazione, dove sapevo per certo mi avrebbe aspettata il mio amato notturno.

zagabria

Poteva andare tutto liscio? Ovviamente no. Mi accorgo che il mio prediletto bus ha appena lasciato la stazione esattamente cinque minuti prima del mio arrivo e il prossimo ci sarà tra un’ora. Ok, niente panico parte 3, siediti, fai una partita a Candy Crush e vedrai che un’ora passa in fretta. Dopo 15 minuti, complici la stanchezza e la camminata, i miei occhi si chiudono violentemente, quindi mi dirigo sbarellando verso un chioschetto aperto 24h su 24 alla ricerca di un caffè. La caffeina purtroppo non è stata d’aiuto, quindi decido di fare una camminata nei dintorni per non addormentarmi sulla panchina e passare la notte all’aperto. Visto il mio sopracitato senso dell’orientamento, la camminata dura più del previsto e mentre mi appresto ad attraversare la strada e raggiungere la stazione, vedo il mio bus notturno fermarsi e ripartire senza di me.
Dopo le consuete imprecazioni e una lacrimuccia, mi incammino nuovamente verso il chioschetto e ordino un altro caffè dalla donna che ormai mi sorride come fossimo amiche di vecchia data. Stavolta decido di incollare il sedere alla panchina della fermata e dopo una lunga, lunghissima ora, alle 3,25AM, finalmente arriva mio bus e arrivo all’ostello sana, salva e fradicia.

Ora ho imparato la lezione: controllare sempre i bus notturni e i vari percorsi!

Avete mai avuto disavventure di questo genere in viaggio? Aspetto le vostre storie!

17 pensieri su “Disavventure a Zagabria

  1. Silvia Demick ha detto:

    Oddio Giulia, che avventura tragicomica! In certi punti – per esempio quando hai perso il bus notturno la seconda volta – mi è venuta un ansia pazzesca. Mi sembrava di leggere un giallo dove da un momento all’altro può succedere di tutto!
    Io sono stata mooolto sfigata durante un viaggio di lavoro in UK con una collega: tutto è andato storto, dalla partenza da Torino fino al rientro…

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  2. Culturefor ha detto:

    ahahah non hai pensato di essere protagonista di una candid camera dopo aver visto andar via il secondo pullman? ahahah
    proprio settimana scorsa ho condiviso anche io qualche disavventura di viaggio…e come te, stavo pensando di dedicare un post al mese nel quale raccontarle tutte, tanto alle viaggiatrici “fortunate” come noi non mancherà mai il materiale!

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  3. home.luggage.blog ha detto:

    Una piccolissima disavventura così mi è capitata appena atterrata a Sydney: con 3 ore di sonno in due giorni e una cosa come 40 kg di roba dietro, mi sono resa conto alle 8 di sera che tutto stavo chiudendo, tutti stavano staccando dal lavoro, tutti stavano abbandonando l’aeroporto e io… non avevo prenotato la navetta per arrivare all’ostello e il taxi mi si prese ben 50 dollari australiani… Che botta 😀

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  4. inworldshoeslucreziastefano ha detto:

    Fossi stata in te sarei scoppiata a piangere già all’uscita del concerto, altro che niente panico!!!
    Sei stata bravissima a mantenere i nervi saldi anche dopo aver perso il secondo bus notturno in una città che neanche conoscevi!
    Complimenti Giulia! 😀
    Io sono stata in ansia per te per tutto il racconto..ahaha

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