#WorstInTravel, ovvero perdere la pazienza in viaggio

Accolgo l’appello di Beatrice di Il mondo secondo Gipsy e partecipo volentieri a questa simpatica e “cattivella” iniziativa per spezzare la monotonia dei blog tutti rose e fiori, fiocchetti e cuoricini. Ovviamente, cercherò anche qui di buttarla sul ridere e di raccontarvi i miei #worstintravel in stile ironico.

Le regole dell’iniziativa sono molto semplici:

  1. Citare l’ideatore (Il Mondo secondo Gipsy)
  2. Citare chi ti ha taggato (anche qui, Il Mondo secondo Gipsy)
  3. Rispondere con almeno due cose che proprio non sopportate quando siete in viaggio, non c’è un massimo.
  4. Taggare almeno due persone/blog, non c’è un massimo.


Quelli che non rispettano la cultura locale
So che molti hanno già indicato questo problema, ma non smetterò mai di ribadirlo. Ogni volta che si visita un paese, specialmente se lontano, bisogna un minimo adattarsi alla cultura locale. Faccio un esempio pratico: ad Angkor Wat è severamente vietato andare in giro in pantaloncini e canottiere, in alcuni templi è persino proibito l’ingresso. Nonostante ciò, ho visto tantissime ragazze semi-nude e ragazzi senza maglietta. Ok, è vero, fa un caldo boia, ad aprile c’erano 40° gradi all’ombra. Ma l’afa rimane comunque, sia che tu sia vestita sia che ti metta dei pantaloni più lunghi. Questa è una lezione che ho imparato nel Sud est asiatico.

angkor wat

Io e il mio compagno in Cambogia. Altro che Milano Fashion Week!


Quelli che si ammassano sulla porta dell’autobus/tram

Questa particolarità per ora l’ho riscontrata solo in Ungheria e in Austria, ma sicuramente sarà prerogativa anche di altre culture. Entrano in un tram/bus e si piazzano là, davanti alla porta, ammassati come sardine, non curanti dei sedili vuoti interni o degli spazi dove potrebbero benissimo sostare in 4 o 5. Gente, praticità è la parola chiave quando si viaggia sui mezzi pubblici!

Quelli che mangiano nelle catene internazionali
Ok, voi direte: “ma che ti importa, peggio per loro!” In realtà sì, potrei fregarmene, ma un po’ mi dispiace. Il viaggio non è solo guardare tre chiese, fermarsi a un museo e osservare un monumento. Viaggiare è soprattutto immergersi in altre culture e il cibo è sicuramente uno dei modi più veloci e diretti per raggiungere questo scopo. A Tbilisi, in Georgia, ho partecipato a un free walking tour in mattinata. Un gruppo di turisti bulgari sono impazziti vedendo Dunkin’ Donuts e si sono fermati a comprare delle ciambelle. Ora… ma con tutto quel ben di Dio che c’è in Georgia da mangiare, tu vai a fare colazione da Dunkin’ Donuts, spendendo pure un patrimonio? Stendiamo un velo pietoso.

napoli scarpett

Colta in flagrante mentre faccio la scarpetta con il sugo di pesce, a Napoli


Chi ti passa davanti mentre fai la foto
Hai trovato la luce e il soggetto perfetto. Ti prepari, tiri fuori la fotocamera/cellulare, sei pronta a scattare e ZAC! Passa qualcuno davanti. Puntuale come un orologio svizzero, ti ritrovi la foto piena di gente, piedi, mani, teste e cappelli. Ma dico, dare una sbirciatina prima di passare, no?

Chi ti fa le foto mosse/storte/senza senso
Anche questo è un classico del viaggio, soprattutto se in solitaria. Ti avvicini, chiedi timorosa una foto e ti ritrovi un’immagine storta, mossa, fatta dall’alto (giusto per farti sembrare una nana da giardino) o direttamente senza di te. Un’alternativa potrebbe essere passare in modalità selfie, ma non sempre il nostro bel faccione pallido si sposa bene con il panorama circostante. Tanto vale rischiare e chiedere una foto a un passante. Qui sotto potete vedere una mia foto (sì, avevo ancora i capelli lunghissimi) fatta da un signorotto americano, dopo avergli chiesto esplicitamente: “Può farmi una foto prendendo anche il castello?” Vedete per caso un castello?

meissen

Io a Meissen, in Sassonia

Fine della carrellata. Quali sono le cose che vi fanno perdere la pazienza o vi infastidiscono in viaggio?

Mi piacerebbe conoscere le risposte di:

WhereAreAle&Vale?

The Food Traveler

Allafinediunviaggio

The Daz Box

Orsa nel Carro

Ovviamente, chiunque voglia partecipare è il benvenuto!

20 pensieri su “#WorstInTravel, ovvero perdere la pazienza in viaggio

  1. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    Ah, vedrai domani nel mio post #worstintravel quante cose abbiamo in comune! Quella su cui mi trovi più d’accordo è sicuramente quella del cibo: insopportabile quando senti di solito gli italiani dire che da Burger King si mangia bene.
    Grazie per avermi nominata, a domani con il mio post 🙂

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  2. Gipsy ha detto:

    muoio! 🙂 ogni tanto mangiare nelle grandi catene è inevitabile ma è giusto evitarle il più possibile.
    E non te la prendere dai, sono certa che il castello te lo ricordi benissimo!
    Mi sto divertendo tantissimo con questo Tag!

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  3. Daniela - The DAZ box ha detto:

    Come prima cosa grazie per avermi taggata! Penso che mi divertirò moltissimo! Condivido quasi tutto, in particolare il primo punto, che in effetti è la prima cosa che mi è venuta in mente. Ho visto comportamenti scorretti veramente ovunque e sono cose che fanno dispiacere. Per quanto riguarda invece le catene internazionali, io di solito non ci vado perché preferisco di gran lunga la cucina locale, sempre e comunque. Però chi lo fa tutto sommato non mi infastidisce, non lo capisco, ma alla fine non mi crea alcun disagio!

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  4. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Ma che bell’occasione per togliersi due sassolini dalle scarpe! Grazieee! 😉
    Hhaahh comunque il castello è venuto benissimo in foto hahaa 😉 Sottoscrivo tutti i punti tranne il punto 3: ti devo dare una gandissima delusione…saltuariamente frequento le catene 😛 ma proprio come ultima spiaggia o quando trovo tutto pieno o tutto chiuso eh! 😀 😀
    Grazie ancora per avermi taggata, vado a sgrullarmi gli anfibi! 😉

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    • Giulia ha detto:

      Ahah dai come ultima spiaggia ci stanno, ogni tanto anch’io qua a BP mi mangio un sundae al cioccolato del McDonald’s (l’unica cosa che mi piace di questo fast food!). Ma in generale cerco di evitare le catene il più possibile. Ciao cara!

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  5. lisecharmel ha detto:

    purtroppo questa cosa della gente che sale sui mezzi e si ferma sulla soglia capita di tanto in tanto anche a Milano, che io li menerei, non è che se son saliti loro il mondo è a posto eh! come in genere non sopporto chi si ferma davanti a qualsiasi ingresso, perché stanno fermi davanti ai tornelli della metro a cercare il biglietto che non trovano? non si possono mettere a cercarlo altrove così intanto gli altri passano? io non capisco… però questo non ha niente a che vedere con i viaggi, ehm… 😀

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    • Giulia ha detto:

      Anche i mezzi pubblici sono parte del viaggio, quindi ti capisco perfettamente 😀 vero, quella dei tornelli è follia, poi magari si fermano improvvisamente e si lamentano se accidentalmente gli pesti un piedi! Assurdo 😀

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  6. Celeste ha detto:

    Ho adorato il tuo post, anche perchè mi trovo d’accordo praticamente con tutto quello che hai scritto! Ed aggiungo alla lista gli italiani che all’estero cercano solo ristoranti italiani e poi si lamentano dei prezzi alle stelle o che “a casa è più buono”. E trovandomi spesso a Praga, non hai idea di quanta ne spunti di gente simile. Ecco, tolleranza ZERO!

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  7. Paola ha detto:

    Sul cibo delle catene in teoria sono d’accordo, in pratica invece mi sono trovata per lavoro in zone così brutte (in Europa!) che gli unici locali sicuri e con bagni abbastanza puliti erano proprio i McDonald’s, Burger Kings, ecc. E sono la stessa persona che nel sud est asiatico ha mangiato in posti con livello di igiene inesistente!

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  8. lostindestination ha detto:

    ……ti arrabbi se ti dico che per un Dunkin’ Donuts potrei uccidere?!?!?! 😀
    Però, ti giuro che se sono con altre persone e abbiamo una guida, non interrompo un giro per andare a prendere una ciambella…. giurin-giurella!!!

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