piatra singuratica

Disavventure in Romania

È passato tanto tempo ormai dall’ultima disavventura. In questo momento, come avrete probabilmente letto sulla mia pagina Facebook, sono in viaggio tra Trieste e la Slovenia. Volevo, però, augurarvi una buona Pasqua a modo mio, raccontandovi una delle mie solite avventure bizzarre in giro per il mondo. Stavolta tocca alla Romania!

Doverosa premessa: alcune foto in questo post non sono mie, ma di un ragazzo che è venuto in viaggio con noi. Ovviamente, indicherò il suo nome nel copyright delle sue foto.

La genesi del mio viaggio in Romania è quasi più divertente della disavventura in sé. Ero a Budapest da pochi mesi, lavoravo in una sorta di call center e avevo dei colleghi fantastici, eravamo come una grande famiglia. Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, uno di loro propone un viaggio on the road in Romania, fermandoci a dormire nel villaggio dei suoi nonni. L’idea è di partire da Budapest con un minivan da 9 posti, dividendoci così i costi della benzina e del noleggio. Perfetto, ci sto!

sigihisoara

Sighisoara

Durante l’organizzazione abbastanza last minute del viaggio, il mio collega ci spiega la situazione: pernotteremo in una baia in montagna, precisamente Piatra Singuratică, dove non c’è né il riscaldamento né la doccia. Inoltre, sarebbe meglio se ci portassimo le coperte da casa. Ci sarà da fare una “piccola salita” per arrivare in cima, ma comunque cercheremo di arrivare nel punto più alto in macchina. Queste erano le premesse, più che allettanti.

La giornata è stata bellissima: dopo una notte in viaggio, abbiamo fatto colazione con sua madre a Târgu Mureș, visitato la coloratissima Sighișoara e finalmente conosciuto i nonni del mio amico. Sono stati gentilissimi: ci hanno accolti a braccia aperte, nonostante fossimo sporchi e distrutti dalle quasi 24 ore di viaggio no-stop. La nonna ci ha offerto da bere del latte appena munto (mai bevuta una cosa così buona in vita mia) e ci hanno permesso di utilizzare il bagno. Il nonno, apicoltore di professione, ci ha regalato un vasetto di miele squisito a testa. Due persone stupende!
Dopo aver fatto rifornimenti al supermercato per la grigliata della sera, abbiamo raccolto le nostre cose, pronti per arrivare alla baita.

E da qui, inizia la nostra disavventura.

piatra singuratica

La nostra meta

Qui probabilmente c’è stato il miglior malinteso del mondo. Il nostro collega ci aveva detto: “C’è da camminare poco meno di 1km in salita”. Sì, tutto vero. Ma è era la baita di Piatra Singuratica a trovarsi a circa 1000 metri d’altezza dal villaggio. Il percorso era di ben 4,5km. Sentiero, tra l’altro, non proprio facilissimo: salite ripide, strade piene di radici, fossati, ruscelli, tronchi sospesi. Non proprio una passeggiata, soprattutto per chi, come me, non fa abitualmente trekking! Ovviamente, eravamo quasi tutti totalmente impreparati: io avevo una coperta formato maxi con me, una mia amica aveva degli stivali e una borsetta a tracolla non proprio da trekking. Ci siamo guardate con sconforto e abbiamo imboccato la via.

Durante il percorso è successo di tutto: abbiamo perso tra i boschi una compagna di viaggio (per fortuna ritrovata dopo poco!), la mia coperta è caduta in una sorta di fossato e abbiamo dovuto fare una catena umana per recuperarla, si è rotta la borsa dove il mio collega e suo fratello trasportavano i viveri e le birre. Il tutto, solo un sole settembrino estremamente caldo.

Dopo quasi due ore, siamo arrivati a destinazione. La vista incredibile ci ha ripagato di tutte le fatiche:

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Tramonto a Piatra Singuratica

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Stanca ma sopravvissuta

Ovviamente, la disavventura non si conclude qui: una volta arrivati e una volta tramontato il sole, è arrivato il vero e proprio gelo. In un attimo la temperatura è crollata, raggiungendo i 2 gradi! Fortunatamente avevamo acceso il fuoco per grigliare la carne, ma purtroppo non era abbastanza. Inoltre, non essendoci luci artificiali se non all’interno della baita, il luogo era incredibilmente buio, non si vedeva niente. Più di una volta ho rischiato di pestare la coda al cane da guardia del padrone, dall’aspetto decisamente poco amichevole.

La parte più divertente a posteriori è stata sicuramente andare in bagno. La toilette non era altro che una cabina di legno, posta sul ciglio di un burrone. Nella cabina c’era un buco enorme che dava direttamente nel vuoto, tutto finiva là dentro. Della serie: dal produttore al consumatore, o forse in questo caso meglio dire il contrario! Avevo seriamente paura di ribaltarmi con tutta la cabina e di ruzzolare giù al villaggio con i pantaloni ancora abbassati. Che dire, siamo sopravvissuti anche a questa!

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Vedere le stelle senza luci artificiali è sempre un’emozione unica. Photocredits: Bakó Ádám

Freddo a parte, la serata è andata benissimo, abbiamo mangiato carne grigliata e prodotti tipici del luogo. Abbiamo bevuto qualche birretta, chiacchierato e poi siamo crollati addormentati come pupi. Dopo più di 24h di viaggio, non si dice mai di no a un buon letto morbido e accogliente!

Il giorno dopo stessa solfa: sveglia presto, colazione veloce e via, 4,5km di sentiero, stavolta però in discesa. Io e la mia maxi coperta ce l’abbiamo fatta!

Scherzi a parte, nonostante fossimo poco preparati è stato un viaggio divertente, c’è piaciuto talmente tanto che qualche mese dopo abbiamo ripetuto l’esperienza, stavolta però visitando altre tappe in Romania e dormendo in un albergo con doccia, elettricità e acqua calda. Ci siamo invecchiati!

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La nostra baita. Photocredits: Bakó Ádám

Spero vi sia piaciuta la mia disavventura in Romania! Avete mai dormito in un luogo isolato dal mondo intero? Aspetto le vostre risposte!

Buona Pasqua a tutti!

16 pensieri su “Disavventure in Romania

  1. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Per fortuna non sei bionda altrimenti sarebbe stato il prologo perfetto per la sceneggiatura di un film horror (le bionde nei film horror fanno sempre una brutta fine già nella prima scena)! 😛 Beh comunque è stata un’avventura fantastica tanto più che condivisa con un bel gruppo di amici! Il bagno è stato il TOP! 😀
    Ti rinnovo gli auguri di buona Pasqua Giù! A presto!

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  2. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    L’amica con gli stivali e la borsetta a tracolla me la immagino: poverina! Mi sento molto vicina a lei perché avrei potuto essere tranquillamente io, pronta a partire per fare una “passeggiata” di un chilometro e scoprire una volta partita che si tratta della scalata dell’Everest 😉
    Buona Pasqua!

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  3. inworldshoes ha detto:

    Mamma mia, non ho mai dormito in un posto isolato dal mondo, non così tanto almeno. Possiamo considerare la casina sulle montagne d’Abruzzo dei miei nonni isolata?! mmmm, più o meno. Ma aveva un bel bagno e per fortuna niente 4,5 km in salita per arrivarci. Mi sarei arresa dopo il primo chilometro ahahah
    Un bacione Giu! ❤

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  4. Celeste - *BeRightBack ha detto:

    Bè… apprezzo veramente il tuo spirito di adattabilità. Io sarei probabilmente andata nel panico! Mai dormito in un posto così isolato, ma in uno poco confortevole sicuramente: la chata dei nostri amici nelle campagne vicino Praga. Ci abbiamo passato qualche giorno per 3 estati di fila, tra ragni e mucchi di polvere e con un solo fornellino a gas. Il bagno per fortuna era l’unica cosa dignitosa 😀

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  5. Sa ha detto:

    anch’io sono stata in Romania e l’ho trovato un paese splendido, autentico, ricco di storia e leggende al di la di Dracula! Ma purtroppo non ho avuto una grande accoglienza, ho trovato i rumeni un po’ freddini e ancora non avvezzi al turismo..
    Comunque anche noi abbiamo “arrampicato”!!!

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