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Disavventure a Belgrado

Ormai lo sapete, ho una particolare propensione per le situazioni assurde. Tra le mie disavventure in giro per il mondo, non è difficile trovare anche diversi incontri surreali. Inizialmente non volevo raccontare la mia disavventura in Belgrado, è troppo asurda persino per me. Invece fidatevi, è successo davvero!

Qualche settimana vi ho raccontato cosa vedere a Belgrado. Oggi, invece, vorrei rendervi partecipi di una delle migliori disavventure mai capitate, non tanto per la serie di sfighe, ma per un incontro particolare, totalmente degno del teatro dell’assurdo.

Dopo aver viaggiato di notte da Budapest e aver girato la capitale serba tutto il giorno senza sosta, in serata decido di recarmi in ostello per riposare le mie stanche membra. Il posto era carinissimo, in pieno centro, pulito e veramente economico: 5€ per una notte! In più, sono riuscita a dormire da sola in una camerata da 10, la stanza era completamente libera. Sembrava che tutto stesse andando per il meglio, ma no!, il karma delle disavventure è sempre in agguato e colpisce quando meno te lo aspetti.
Dopo aver constatato la mia solitudine in quella camerata e scelto il letto in tutta libertà, mi accorgo che la porta non ha la chiave. Vabbè, in ostello siamo quattro gatti e io non ho un soldo nel portafogli, chi vuoi che entri in camera? Così, mi metto a dormire ignara di cosa sarebbe successo da lì a poco.

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Un bellissimo tramonto a Belgrado

Dopo circa qualche ora di sonno, mi sveglio per via della la luce della camera accesa. Dovevo essere davvero stanca per lasciarla così, ma vabbè, provo ad alzarmi per spegnerla. A quel punto i miei occhi miopi intravedono vicino al letto una figura in piedi, girata dalla mia parte. Inforco prontamente gli occhiali credendo sia un nuovo ospite e lentamente metto a fuoco: era uno dei due ragazzi della reception, quello taciturno e dall’aspetto bizzarro.
Gli chiedo un po’ preoccupata se ci fosse qualche problema e lui, con un perfetto candore, mi risponde: “Sto facendo il turno di notte, ho visto tra le registrazioni che sei italiana e vorrei chiederti una cosa”. Tirando fuori una pazienza stoica e una calma interiore da fare invidia persino a San Francesco, gli dico ok, chiedi pure.

La domanda era la seguente: “A settembre verrò a Padova per uno scambio, potresti darmi alcuni suggerimenti su come trovare una stanza?” Tento di spiegarli  Inizio a spiegargli che io sono di Roma, a Padova non ci ho mai messo piede e l’Italia è anche piuttosto grande, ogni città ha i suoi prezzi e le sue regole. Lui, in tutta risposta, mette su il broncio e mi fa: “Ho capito, non vuoi aiutarmi.” E se ne va sbattendo la porta.

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Belgrado

Il mattino dopo, pensando di aver sognato, vado in cucina per bere un caffè e fare colazione, per me il pasto più importante della giornata. Inizio a chiaccherare con due ragazzi polacchi seduti al tavolo con me, una delle classiche conversazioni da ostello: “Come ti chiami? Da dove vieni? Che fai nella vita?”. D’un tratto esce dal bagno il tipo misterioso, probabilmente i suoi turni sono di 24h, altrimenti non si spiega la sua presenza costante in quell’ostello. Sbarro gli occhi: allora quella conversazione è esistita davvero, non è stata solo un brutto sogno! Il receptionista si siede dietro al bancone guardandomi in cagnesco, sembrava quasi l’Inserviente di Scubs quando la faceva pagare a J.D. per non averlo aiutato nel trasloco. Dopo avermi fatto sentire a disagio per due minuti buoni esordisce con: “Non parlate con quella lì, è cattiva, non mi ha voluto aiutare!”

janitor
A quel punto sbotto e con tutta la mia tempra da donna del sud Europa gli rispondo per le rime, facendogli notare che non solo è entrato in camera mentre dormivo, ma che ha anche acceso la luce svegliandomi e ha iniziato a fissarmi stile maniaco uscito dal libro “La casa del sonno” di Jonathan Coe.
I due polacchi sono visibilmente confusi, come prevedibile. La situazione, effettivamente,  vista da fuori era alquanto senza senso. Il tipo misterioso non fa una piega, come se stessi parlando di una terza persona e non di lui. Mi lascia finire la mia filippica e mi chiede con una calma quasi inquietante: “Di che segno sei?”
Io: “Leone, perché?”
A quel punto tocca a lui alzare la voce: “Non ci credo! Le persone del Leone normalmente sono generose! Tu, invece, non lo sei!”
Non ci potevo credere. Ho assistito a conversazioni assurde nella mia vita, ma questa ha raggiunto veramente il punto di non ritorno. Continuare a litigare con il tipo sarebbe stato altamente controproducente, così decido di stamparmi in faccia un sorriso di circostanza, prepare lo zaino e sgattaiolare via, più lontano possibile da quell’ostello.

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Qualche ora prima della disavventura sorridevo spensierata. (Sì, non so fare i selfie)

E voi, di che segno siete? 😀

29 pensieri su “Disavventure a Belgrado

  1. Noemi G ha detto:

    Ti giuro che son morta! Ne ho vissute altrettante di situazioni strane, ma la tua le batte tutte. E comunque sono anch’io del Leone e no, non si è generosi con i maniaci che ti entrano in stanza di notte.
    Fossi in te lascerei una bella recensione/ramanzina.

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  2. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    Secondo me l’ostello confinava con un manicomio: questo spiegherebbe le uscite da psicopatico del simpatico ragazzo e la sua presenza costante 😉 Scherzi a parte, ma come è venuto in mente ai gestori della struttura di lasciare uno squilibrato del genere a presidiare la reception? Io sarei morta vedendo un tizio nel cuore della notte che mi fissa accanto al letto!
    Comunque mi segnerò da qualche parte la tua frase “Il karma delle disavventure è sempre in agguato e colpisce quando meno te lo aspetti” perché è davvero bellissima!

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  3. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Il ragazzo era in forze a qualche associazione benefica che impiega i diversamente pensanti in lavori di pubblica utilità? Ti prego Giulia dimmi che il tipo NON era normale! 😀 😀
    Io invece sono capricorno e un tipo così nel cuore della notte…nella mia stanza…che mi accende la luce E MI CHIEDE DI PADOVA…l’avrei incornato senza pietà!
    Che storia! 😛

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  4. Celeste - *BeRightBack ha detto:

    Ammetto che mi sono messa a ridere… non per te (io sarei morta di paura a trovarmi un tipo sconosciuto accanto al letto di notte che mi fissa), ma sembra davvero una scena da film. Sei stata anche troppo carina, io probabilmente l’avrei mandato dritto a quel paese la mattina dopo.
    Ah si, sono dei gemelli 😉

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  5. Meridiano307 ha detto:

    Ahahahahahaha oddio mio sto immaginando la scena, oddio che risate. Cioè immagino il tuo mezzo infarto nel vederti una figura estranea fissarti di notte, ma non riesco a smettere di ridere dall’assurdità della cosa. Lui veramente è di fuori come i balconi…andrai a trovarlo a Padova? ahgahahaha

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  6. Viaggio con la Fotografia - Ilaria Fenato ha detto:

    Io più che altro gli avrei chiesto da quale spacciatore si rifornisce perchè è proprio roba potente per entrare in camera, accendere la luce, fissare la gente per chiedere di Padova! Vabbè XD Ma chissà se poi ci è andato e poveri quelli che divideranno casa con lui…ahahahaha
    ps: purtoppo sono gemelli 😀

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  7. Marika ha detto:

    No ma il tuo coraggio di dormire in una stanza senza chiudere la porta? Io non chiuderei occhio se poi mi dovessi ritrovare un tipo in piedi davanti al mio letto… beh sarei morta 😂😂😂

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  8. giuliacalli ha detto:

    Anche io Leone! Ma se fosse capitata a me questa disavventura sarei riuscita a essere moooolto meno generosa di te! Cioè svegliarmi e accorgermi che c’è qualcuno vicino al letto che mi fissa è uno dei miei peggiori incubi 😱

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  9. Pietrolley ha detto:

    Sei matta a dormire in ostello con la porta aperta! Non lo farei manco a pagamento… Piuttosto ci metterei davanti la sedia o il trolley!
    Che storie comunque 😂

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  10. Alessia ha detto:

    Io avrei avuto una paura micidiale a trovarmi uno sconosciuto, di notte, entrato di soppiatto in camera! Poteva essere una storia perfetta per #èsuccessodavvero? e io di sicuro non l’avrei imbroccata😂 Surreale a dir poco… PS: sono bilancina

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