Relazioni multiculturali: i miei consigli

L’avevo già annunciato qualche settimana fa, oltre a scrivere dei miei viaggi vorrei anche approfondire con voi la sessione “espatrio”, raccontandovi i miei shock culturali e alcune curiosità su Budapest e sull’Ungheria. Oggi, però, vorrei parlarvi di un argomento intimo e a me molto caro, che spesso – ma non sempre – coincide anche con il vivere all’estero: le relazioni multiculturali.Premessa: non voglio darvi consigli universali o risolvere i problemi della vostra relazione, ma semplicemente farci due risate insieme prendendo come spunto la mia esperienza e gli insegnamenti che ne ho tratto.

Probabilmente come molti di voi già sapranno, da quasi tre anni vivo una storia d’amore multiculturale, il mio compagno è ungherese. Avere un partner straniero – qualsiasi sia il sesso o l’orientamento sessuale – è sicuramente un ottimo modo per entrare in contatto diretto con un’altra cultura e spesso anche abbracciare nuovi usi e costumi. In questi anni, ho imparato tanto, sia su me stessa sia su meccanismi che prima non mi erano familiari, non avendo mai avuto una relazione seria e stabile con una persona non italiana.
Ecco i miei consigli per sopravvivere e vivere al meglio la propria una relazione multiculturale:

Traducete e spiegate tutto
Questo è un consiglio che mi sento di dare soprattutto a chi non parla la stessa lingua. Sicuramente risulterò un po’ rompiscatole su questo argomento, però lo trovo essenziale. Tantissime sfumature si perdono nella traduzione, più di quante si possa immaginare. Perché privare il tuo partner di una parte importante di un discorso o di un riferimento culturale? Sarà pure lungo e/o complicato, però a me piace spiegarlo e penso ne valga la pena. Una volta gli ho persino tradotto i trailer di Maccio Capatonda strappandogli una risata! Purtroppo ho avuto modo di constatare un paio di volte la totale assenza di riferimenti culturali italiani in alcune coppie miste di mia conoscenza, in qualsiasi ambito. Peccato.

 

come sopravvivere storie d'amore multiculturali

Il mio compagno ormai impara pure troppo, pure di chi diffidare! (si scherza, ovviamente)

 

Non offendete la cultura del vostro partner
Questa sembra una cosa scontata ma vi assicuro che non lo è, soprattutto se siete voi a vivere all’estero. Ci saranno dei momenti di rabbia e sconforto in cui il vostro cervello non si collegherà bene alla bocca, finendo così per dire delle cose impulsive e poco carine. Succede a me, succede a lui, succede agli altri, succede a tutti. Purtroppo le parole feriscono più della spada, se dovesse capitare fate ammenda e ragionateci su. A volte le cose in comune superano di gran lunga le differenze.

 

come sopravvivere storie d'amore multiculturali

Fortunatamente ci prendiamo poco sul serio

 

Guardate tanti film, informatevi, leggete libri
Non c’è niente di più bello che scoprire una nuova cultura, figuriamoci quando è poi quella del tuo partner. Io scrivo per un giornale che si occupa di Ungheria, quindi bene o male mi informo sempre e spesso commentiamo le notizie a casa. Mi piace leggere, quando posso mi cimento anche con gli autori ungheresi (ma non in lingua originale!). Film ne guardiamo una marea, soprattutto italiani perché secondo il mio compagno “assomigliano di più alla vita reale rispetto a quelli americani”. Quando siamo andati a Matera mi fa: “Matera, la città di Pasquale!”, riferendosi a uno dei protagonisti di “Bianco, rosso e Verdone”. Da brava romana mi si è immediatamente gonfiato il petto d’orgoglio!

Non tentate di italianizzare l’altro
Ogni tanto il mio compagno si lamenta del suo modo di vestire. Effettivamente ha seri problemi ad abbinare i colori, ma chi se ne frega, mi sono innamorata di lui per altri motivi, non certo per le sue scelte cromatiche. Negli ultimi tempi, l’ho sentito più volte dire “Perché non andiamo a fare shopping insieme, così mi vesti come un italiano?” E qui alt, fermi tutti. Mi fa piacere che ti fidi del mio senso critico, ma davvero pensi che io voglia snaturarti e “italianizzarti”? Invece capita a molti di fare questo sbaglio, cercando di modificare comportamenti insiti e ormai radicati. Fidatevi: se un atteggiamento della vostra cultura gli piace e gli va a genio, saranno loro i primi ad assumerlo!

 

come sopravvivere alle storie d'amore multiculturali

Questo è ciò che intendo per “non saper abbinare i colori”

 

Variate la vostra cucina
Io sono la classica italiana che a pranzo mangerebbe volentieri la pasta tutti i giorni. Per quanto lui ami la cucina italiana, capisco bene che non è nato con l’idea di due bei spaghetti al pomodoro e di una semplice cacio e pepe. I nostri scontri principali in cucina sono sempre concentrati sulla dicotomia carne/verdure: io mangerei interi piattoni di verdure e 0 carne, mentre lui l’esatto contrario. Con il tempo, abbiamo imparato a fare due cose ben distinte: variare le nostre abitudini alimentari adattandoci all’altro e ogni tanto mangiare due piatti completamenti diversi, io con le mie amate robe verdi, lui con la sua adorata carne di maiale.

 

come sopravvivere storie d'amore multiculturali

Io cucino cous cous di verdure per la “schiscetta”, lui strani piatti con wurstel, riso e uova

 

Adottate nuove abitudini
Sicuramente non è facile sradicare i nostri principi e cambiare completamente stile di vita. Fortunatamente, nessuno chiede all’altro di farlo. Questo però non significa rimanere nella nostra bolla e fingere di vivere ancora in Italia. Faccio un esempio pratico: qui in Ungheria, normalmente, appena si entra in casa propria o altrui ci si leva le scarpe. Sin da subito ho adottato questa abitudine, sia per motivi igienici sia personali. Non a caso, proprio all’ingresso di casa nostra, abbiamo posizionato un bel set con diversi paia di ciabattine per gli ospiti. Ormai sono così abituata a girare per casa in ciabatte che mi sembra quasi assurdo non farlo. Non sapete quando soffro in Italia a entrare a casa degli altri in bagno con le scarpe!

Parlatene, sempre
C’è un atteggiamento che vi dà fastidio? C’è qualcosa che non vi piace o non vi convince? Quel piatto proprio non lo volete mangiare? Parlatene, sempre. Il dialogo è fondamentale in una coppia, soprattutto in una multiculturale, dove alcuni meccanismi non sono certamente impliciti.

 

come sopravvivere storie d'amore multiculturali

Alla fine l’amore trionfa sempre!

Avete mai avuto esperienze in merito (dirette o indirette)? Quali consigli vi sentite di dare?

 

39 pensieri su “Relazioni multiculturali: i miei consigli

  1. Che carini che siete, Giulia! E sì, sono d’accordo con tutti i consigli che hai dato 🙂
    Non è sempre facile stare con una persona proveniente da un altro paese, spesso si parte da background culturali molto diversi, ma quando le cose funzionano la ricchezza è inestimabile!

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  2. Bè, come sai questo è un argomento che mi riguarda da molto vicino, con la piccola differenza che è stato lui a trasferirsi qui.
    Ti do ragione in toto. Ormai conosco bene i cechi, la loro cultura ed il loro carattere, so quali tasti toccare e su quali sorvolare.
    Devo dire che Pavel si è italianizzato alla grande, ma non per volere mio, ha fatto tutto da solo xD Per prima cosa perchè ha sempre odiato la carne cotta, quindi qui tra pasta, verdura ed affettati a cibo è felicissimo. Ormai parla toscano, glielo fanno notare tutti e trovo la cosa divertentissima. I film li guarda anche in dialetto, siamo grandi fan ovviamente di Pieraccioni, ma da quando siamo stati sulla costiera amalfitana guardiamo spesso anche Benvenuti al Sud.
    Comunque Giulia, te e il tuo ragazzo siete davvero carinissimi insieme e ti dirò, a me l’accostamento di colori dei suoi vestiti non dispiace!
    Un bacio

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    • Ahah Celeste, ti ho pensata scrivendo il post, aspettavo un tuo commento! Anche Akos si è abbastanza “italianizzato”, anzi secondo me lo era anche da prima senza saperlo! Che bello, troppo forte che parla toscano 😀 un bacio!

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  3. Hai ragione bisogna trovare un punto d’incontro senza pretendere che l’altro cambi le proprie abitudini. Davvero in Ungheria hanno l’abitudine di togliersi sempre le scarpe per entrare in casa? Ottima abitudine che avevo trovato anche in Islanda. Io a casa le tolgo sempre ed in estate giro proprio scalza ma non pretendo che gli altri facciano altrettanto.

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  4. Giulia siete una coppia bellissima 🙂 Mi è piaciuto il modo in cui hai affrontato questo post, perché le tue riflessioni sono importanti. Soprattutto ti fanno onore. Non sai quanto ho apprezzato (cito questo perché mi ha colpito molto), il rifiuto di rifare il look al ragazzo che ami. Proprio perché lui è anche quel look!
    Un’ultima cosa: io voglio fare nostra l’abitudine di entrare in casa senza scarpe. La voglio! Per me è una costante, non concepisco il camminare con le scarpe in casa. E vorrei tanto valesse per tutti!
    Baci,
    Claudia B.

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  5. Non ho esperienze dirette ma ho un’amica americana che ha sposato un italiano. All’inizio litigavano per delle cose assurde, del tipo che lui diceva qualcosa in italiano che lei non capiva e interpretava come un’offesa nei suoi confronti… Immagino che non sia semplice, soprattutto per la persona che si trova anche a vivere in un paese straniero.
    Una curiosità: parlate ungherese tra di voi? Te lo chiedo perché la mia tesi di laurea era sugli ambienti in cui convivono persone che parlano lingue diverse e la cosa mi incuriosisce.
    Buona serata ❤️

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  6. Mi è piaciuto leggere questo post su di te (su di voi), so che ti eri trasferita in Ungheria e avevo immaginato i motivi ma ora…ne ho avuto la conferma! Dal tuo racconto sembrate davvero una coppia molto affiatata! 🙂

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  7. Che belli che siete! Non ho mai avuto un’esperienza diretta ma mi sono sempre chiesta come sarebbe avere un ragazzo di un’altra nazionalità. Quando mi capita di incontrare coppie del genere, faccio sempre un sacco di domande, quindi articolo interessantissimo e ottimi consigli che provengono sicuramente da persone mature ed educate; questo è importante!

    ps: devo dire che per gli accostamenti di colori e scelta d’abbigliamento potrei essere scambiata per straniera anche io XD

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  8. Che bella coppia *_* (oh ma tu fai sempre i dovuti scongiuri eh!) 😉
    Certo immagino che all’inizio nel quotidiano le cose non siano completamente easy però poi si riesce sempre a stabilire un fantastico equilibrio in tutto. Del resto anche in una coppia non multiracial a volte si evidenziano delle differenze -chiamiamole culturali- insormontabili. Più che sulle abitudini di vita sono curiosa su come si comportano le suocere ungheresi!
    Siènt a’ mmè ascolta la sua richiesta: vestilo all’italiana hahahahh! 😛
    Un abbraccio!

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  9. Che belli che siete Giù!
    E che bello quando l’amore va oltre le barriere culturali e linguistiche… c’è un linguaggio universale che è quello dei sentimenti che non si possono spiegare e che però due anime che si trovano – pur essendo ai due capi opposti del mondo – riconoscono subito!
    Grandi! ❤

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  10. Mentre ti leggevo pensavo che i tuoi consigli sono meravigliosi, non solo per chi ha una storia d’amore multiculturale, ma per tutti coloro che la vivono. Ancora di più per chi come me la vive da molto tempo, quando ti viene spontaneo cambiare il guardaroba, il menù o anche solo le abitudini casalinghe!
    Grande ragazza hai regalato a tutti una serie di riflessioni che saranno di certo utili a tutti!

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  11. robisceri ha detto:

    Complimenti per l’articolo e la scelta dell’argomento! Mi è piaciuto soprattutto: non italianizzate l’altro. In effetti, è il corrispettivo dei tentativi di trasformare i nostri compagni, anche italiani. Quando si vogliono modificare le caratteristiche altrui (che sia la cultura d’appartenenza, determinati comportamenti e peculiarità che ci danno fastidio) dovremmo interrogarci. Bella storia la tua, vivila al meglio 🙂

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  12. Questo articolo è molto bello e penso possa valere non solo per le relazioni amorose, ma per qualsiasi tipo di rapporto interpersonale. Imparare a conoscere la cultura altrui, comprendere invece che criticare o giudicare, tradurre, mettersi per un attimo dalla parte dell’altro. Sono tutte cose che stanno alla base di una convivenza pacifica ma che purtroppo ancora in tanti non hanno capito. Certo poi un rapporto sentimentale è senz’ altro più complicato da gestire, ma questo vale per tutte le relazioni suppongo! Mio marito è cresciuto a 500 metri da casa mia eppure tante volte proprio non lo capisco!!

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  13. Essendo sposata con un algerino, vivo anch’io una relazione multiculturale e concordo con molti dei punti che hai citato. Nel mio caso però c’è una particolarità. Il marito è in Italia da ben 20 anni, parla italiano meglio di me e ormai conosce perfettamente la cultura del paese, mentre io, essendo musulmana già da prima di sposarci, a volte mi sento più algerina di lui e difendo la sua terra anche quando lui la denigra vedendola come una specie di paese delle meraviglie, in cui vivere finalmente come voglio, lontano da certi sguardi biechi nei confronti del mio amato velo e del mio “stile arabo”… Penso ci sia davvero una grande ricchezza nel vivere multiculturale e nella conoscenza di più punti di vista e grazie di averne parlato : )

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  14. Sono d’accordo con tutti i punti e consigli che hai scritto.
    Non ho mai avuto relazioni multiculturali ma amici molti, e ci siamo sempre confrontati imparando gli uni dagli altri. 🙂

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  15. Bel post!
    Non so se avevi letto il mio di qualche mese fa su “la mia vita con un messicano”, ma ci sono diversi punti in comune 😀
    Io adoro essere in una relazione multiculturale, mi da tantissimi stimoli e ammetto che mi ha permesso di rivalutare positivamente anche l’Italia. Lui infatti è innamorato della cultura italiana, della storia…e viaggiare insieme in Italia è diventata una scoperta anche per me!
    A livello culturale non abbiamo vissuto “traumi” particolari, forse sia io che lui siamo un po’ outsider rispetto alle nostre culture di origine, quindi ci siamo decisamente trovati nel mezzo.
    In ogni caso, è un’avventura splendida, come la vostra!

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  16. Ciao Giulia 🙂 Questa è una questione su cui non ho esperienza, ma condivido ogni parola. Ho letto comunque il tuo articolo con piacere, visto che adoro il tuo blog!
    Un abbraccio dalla tua Roma,
    Valeria

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  17. Paola ha detto:

    Noi abbiamo passato il primo anno di convivenza a litigare sulle cose più stupide prima di capire che non basta tradurre letteralmente, ma dobbiamo spiegarci il significato meno letterario delle frasi, anche se conosciamo entrambi le nostre lingue. Riguardo al cibo e alle abitudini ci stiamo contaminando tantissimo e mi piace molto costruire le nostre abitudini miste prendendo solo quello che davvero amiamo della nostra cultura di origine. Se continuiamo così finirò ad aprire un blog sul tè e sul curry take away mentre lui inizierà a spiegare agli italiani come riconoscere un buon caffè 😉

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    • Ahah anche il mio compagno sta diventando un vero rompiscatole sulla cucina italiana. Qualche mese fa ha mangiato in un ristorante italiano per un pranzo di lavoro. A casa si è lamentato della consistenza della lasagna 😀 😀

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