Disavventure a Ohrid

Come vi avevo già anticipato sulla mia pagina Facebook, anche in Macedonia non mi sono fatta mancare una bella dose di disavventure made in Giulia, ricche di situazioni surreali e totalmente prive di senso. Pronti per questa nuova follia?

Iniziamo la carrellata di post dedicati al mio ultimo road trip balcanico proprio da una disavventura, una costante immancabile nei miei viaggi.

Dopo una notte passata quasi insonne per via di un temporale dai tuoni allucinanti, decido di dedicare la giornata a uno dei monasteri più antichi della Macedonia, a circa 30 km da Ohrid, la cittadina dove soggiornavo. Le premesse sembravano semplici ma già promettenti sul punto di vista della “sfiga”: c’è un bus ogni ora ma gli orari sono variabili come il meteo, vai alla fermata e aspetta. Armata del mio fido Kindle e di tanta santa pazienza, decido di seguire il consiglio. Ovviamente, tempo 3 secondi e mi trovo un uomo accanto dall’aspetto losco che mi chiede con un forte accento balcanico “Where are you going?” No, non ho rimorchiato, era semplicemente un tassista. Lo liquido brevemente con un no grazie e immergo nuovamente il naso nel mio libro.

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Il tanto desiderato monastero di Sveti Naum

Dopo pochi minuti, arriva una coppia di turisti che tenta di chiedere informazioni in inglese a una povera vecchina con tanto di fazzoletto in testa. Spengo il Kindle e mi unisco alla conversazione, tanto per buttarla un po’ in caciara. La gentile nonnina capisce al volo e scrive su un foglietto di carta l’orario del prossimo bus: le 11,30. In quel momento erano le 10,40. Io e la coppia di pensionati turchi ci guardiamo sconsolati quasi sospirando, pronti ad affrontare 50 minuti di attesa e a conoscerci meglio. Dopo poco, si unisce a noi anche un ragazzo tedesco, che apprende la notizia con stoica e teutonica filosofia.

Improvvisamente, arriva un signore dall’aria bonacciona che, senza neanche salutare, ci chiede: “Andate a Sveti Naum? Vi posso portare tutti e 4 in taxi per 2€ a testa!” Non ci sembra vero, 2€ a testa è praticamente il prezzo del bus! Tutti contenti, ci alziamo dalla panchina, soddisfatti dell’affare appena concluso. E qui inizia il delirio.

Mentre ci accingiamo a salire nella sua modesta vettura (fortunatamente legale, nei Balcani è pieno di “finti” taxi), arriva un altro uomo dall’aspetto piuttosto sospetto che inizia a urlare contro il nostro autista. Continuano a gridarsi insulti e improperi a vicenda, fino a che uno dei due sputa in faccia all’altro, di punto in bianco! L’altro risponde per le rime, mollandogli un pugno. Ovviamente la cosa non finisce qui e i due continuano a scazzottarsi in mezzo alla strada, con tanto di fiotti di sangue volante. Finita la rissa, il nostro autista sale in macchina e fugge, lasciandoci là sul marciapiede, totalmente senza parole.

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Dopo qualche secondo di imbarazzato silenzio, scoppiamo tutti e quattro a ridere, forse più per stemperare la tensione che per altro. Torniamo sconsolati alla fermata del bus, guardando con impazienza l’orologio. Appena torniamo, ci si avvicina un ragazzo giovane offrendoci un passaggio in taxi per lo stesso prezzo dell’autista malmenato. Ci riproviamo, accettiamo. Prima, però, vogliamo vedere la macchina. Beh, era ovviamente illegale, una macchina di 20 anni fa con dei buchi enormi come crateri praticamente ovunque. Sorridiamo, ringraziamo e torniamo alla fermata per la seconda volta.

A quel punto, ci si avvicina un terzo uomo, identico spiccicato a Genny Savastano di Gomorra. Inizia a proporci un passaggio, stavolta per 2,5€ a testa. Rifiutiamo alla grande, ormai sono le 11,15 e il bus arriverà a momenti. Genny inizia a farci una filippica su quanto sia difficile crescere tre figli, sui prezzi di Ohrid, eccetera eccetera. Ovviamente, anche il suo taxi è decisamente illegale. Io e i turchi iniziamo un po’ a perdere la pazienza, il tedesco invece mantiene una calma apparente. Genny continua a contrattare sul prezzo praticamente da solo, senza più ricevere risposta, rilanciando numeri a caso neanche stesse giocando a bingo. Alla fine, fortunatamente, arriva il nostro bus.

 

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A destra, il nostro autista. A sinista, il boss dei taxi illegali che picchia gli autisti in regola

 

Giunti a Sveti Naum, riusciamo a camminare per pochi minuti (e a visitare il monastero) prima di essere investiti da un vento allucinante e da una leggera ma fastidiosa pioggerellina. Finiamo di visitare il tutto verso le 13. Il prossimo bus sarebbe arrivato solo alle 14,20. Dopo le iniziali bestemmie interiori, ci armiamo nuovamente di santa pazienza e aspettiamo il nostro destriero tra una folata di vento, un nuvolone e qualche goccia di pioggia. Passati cinque lunghissimi e interminabili minuti, spunta fuori dal nulla Genny bello (evidentamente è riuscito a caricare qualcuno fino al monastero di Sveti Naum) che decide con tanta simpatia di raddoppiare il prezzo inizialmente proposto. Ok che gli affari sono affari, ma approfittare della pioggia per intascarti 20€ non è proprio il massimo. Lasciamo nuovamente Savastano Junior alle sue elucubrazioni mentali in solitaria e aspettiamo stoicamente, proprio come il ragazzo tedesco.

 

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L’attesa del bus

 

Fortunatamente l’autobus è arrivato puntuale e siamo tornati a Ohrid sani e salvi, anche se stanchi e infreddoliti. Là le nostre strade si sono divise e io sono tornata nella mia guest house a bere caffè turco con la padrona e a mangiare dei dolcetti offerti da lei. Purtroppo quel giorno mi sono buscata un raffreddore con i fiocchi, non ero pronta a un abbassamento così drastico delle temperature. Ma vabbè, ne ho approfittato per comprare una felpa nuova bella calda in saldo!

Avete mai assistito a una rissa in viaggio? Raccontatemi le vostre disavventure!

8 pensieri su “Disavventure a Ohrid

  1. Oddio la rissa per accaparrarsi i passeggeri è da barzelletta da antologia! 😀 Per fortuna non mi è mai capitato ma se dovesse avvicinarmi un simil JennyBello gli risponderei senza esitazione alcuna:
    Sta’ senza pensier!
    Comunque bello il monastero e la nonnina è TOP!
    Ciao Giù! 😉

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  2. Che situazione Giulia! Nemmeno io ricordo di aver mai assistito a una rissa in viaggio, fin’ora! Per fortuna si è risolto tutto nel migliore dei modi e sei riuscita – pioggia a parte – a visitare quel monastero che sembra davvero manifico! 🙂

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