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Cosa vedere in Cile: Chiloé

Questo è un post un po’ diverso dal solito.  Durante le mie tre settimane in Cile, ho avuto modo di visitare l’isola di Chiloé, un posto magico quanto delicato, un’oasi felice e piena di preoccupazioni allo stesso tempo. Ho deciso di raccontarvi questo piccolo gioiellino cileno attraverso fatti e curiosità, senza soffermarmi sull’itinerario. Perché Chiloé va vissuta così, senza fretta e senza programmare troppo.Inizialmente, l’isola di Chiloé non era nei miei piani. Per la parte finale del viaggio, avevo progettato un itinerario diverso, fatto apposta per “sconfinare” qualche giorno in Argentina e godermi la natura selvaggia di San Carlos de Bariloche. Invece, poi, galeotto fu un libro. Qualche settimana prima di partire ho letto “Il Quaderno di Maya” di Isabel Allende, ambientato proprio qui. Beh, ho smesso di cercare alloggi a Bariloche e sono passata direttamente a pianificare il mio giro su questa isola mistica.

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Paesaggi selvaggi a Chiloé

Informazioni su Chiloé

Iniziamo dalle informazioni base per comprendere questo luogo magico e delicato allo stesso tempo. Chiloé è in realtà un arcipelago del Sud del Cile, composto dalla famosa Isla Grande de Chiloé e da tanti piccolo isolotti non sempre abitati. Il nome viene dal termine in lingua mapuche chillwe, ovvero “luogo dei gabbiani”. Per via della sua posizione geografica, Chiloé è rimasta sempre un po’ isolata dagli avvenimenti della terra ferma. Difatti, a colpo d’occhio si nota subito la differenza “fisica” dei chilotes dal resto dei cileni, hanno dei tratti somatici particolari e marcati.

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Un chilote

Inoltre, l’isolamento ha fatto sì che gli abitanti dell’arcipelago mantenessero alcune tradizioni antiche, oggi forse anche obsolete, rimanendo molto attaccati alla propria mitologia e al proprio folklore.

L’arcipelago di Chiloé, però, non è tutto rose e fiori: la povertà qui purtroppo è una realtà di fatto, non bisogna certamente chiudere gli occhi. Inoltre, la posizione geografica peculiare rende Chiloé vulnerabile a tantissimi catastrofi naturali, quali tsunami, eruzioni vulcaniche e sismi. Il terremoto di Valdivia del 1960, passato alla storia come il più potente mai registrato, rase al suolo quasi completamente l’isola. I pericoli di una possibile distruzione sono tanti e molteplici, per questo considero l’arcipelago di Chiloé un gioiellino da preservare, bello e fragile allo stesso momento.

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Pericoli da non sottovalutare

Pioggia

Bisogna rassegnarsi, a Chiloé piove spesso e volentieri, si stima ben 300 giorni l’anno. In confronto, Londra sembra quasi una dilettante. Le piogge sono molto simili a quelle tropicali, vere e proprie bombe d’acqua nel giro di una manciata di ore. Io ho visitato Chiloé nell’estate cilena (la stagione più “secca”) e in realtà di pioggia non ne ho vista molta, se non durante la notte. Praticamente da mezzanotte in poi si scatenava un acquazzone spaventose fino alle prime ore del mattino. Ma, del resto, se c’è una vegetazione così folta e verde un motivo dovrà esserci!

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Vegetazione e riflessi magici

Chiese in legno

Nonostante la sua natura strabiliante, l’isola di Chiloé è famosa soprattutto per le chiese in legno, costruite dalla metà del XVIII secolo sino al XX. L’origine di questi templi non è delle più edificanti: vennero, infatti, progettate da sacerdoti gesuiti europei, per evangelizzare le comunità dell’isola  e dare loro un punto di riferimento. Nel corso dei secoli, in tutto l’arcipelago di Chiloé vennero costruite circa 400 chiese. Purtroppo, però, il passare del tempo e le condizioni meteorologiche non sempre favorevoli, hanno contribuito alla demolizione al deterioramento di queste meraviglie architettoniche. Oggi, ben 16 delle chiese rimaste appartengono ai patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

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Chiesa di Tenaun

Palafitte

Le chiese in legno non sono l’unica costruzione particolare di Chiloé. A Castro, capoluogo della provincia di Chiloé, si trovano diverse palafitte colorate. Traballanti e instabili, queste costruzioni rappresentato uno dei simboli dell’arcipelago. Sinceramente, per quanto siano belle e particolari da vedere, non sono riuscita a cogliere la magia che speravo: molte case sono veramente rovinate e in condizioni pessime, non oso immaginare come possa essere la vita quotidiana dentro una delle palafitte, sempre in balia dell’umidità costante e degli agenti atmosferici.

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Palafitte e bassa marea

Case che si spostano

L’urbanistica dell’isola di Chiloé è più complicata di quanto si pensi. Oltre alla chiese in legno e alle palafitte, l’arcipelago comprende anche delle vere e proprie case in legno mobili. In uno dei capitoli de “Il Quaderno di Maya” di Isabel Allende c’è una descrizione bellissima di questa vera e propria festa, un avvenimento importante per la cultura chilote. Questo evento si chiama minga e coinvolge l’intera comunità, tutti aiutano a trasportare la casa in questione da un punto all’alto, provvedendo così alla sua salvaguardia. L’abitazione viene fatta rotolare su dei tronchi trainati da buoi, fino a raggiungere la destinazione prescelta.

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Abitazioni particolari a Castro

Curanto

Il curanto è davvero un must in Chiloé, volente o nolente bisogna provarlo almeno una volta nella vita. Spiegarlo è quasi più difficile che finire un intero piatto – e fidatevi io ho avuto qualche problema a mangiarlo tutto! Si tratta di un mix di carne, per lo più pollo e maiale, frutti di mare (vi ricordate i molluschi giganti visti al Mercado Central di Santiago? Ecco, quelli!) e patate (ne esistono più di 400 varietà in tutta l’isola), spesso accompagnati da una sorta di frittelle di pane condite con l’alga cochayuyo. La particolarità, però, sta nel metodo di cottura: si scava una buca nel terreno, si accende un fuoco e si riscaldano le pietre fino a farle diventare roventi. Una volta raggiunta la temperatura giusta, si tolgono le braci, si dispongono gli ingredienti a strati e si ricopre il tutto con foglie aromatiche. Una volta finito il piatto – se ci riuscite – dormirete 8 ore senza interruzioni!

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Lo ammetto: non sono riuscita a finire tutto (però i frutti di mare li ho spazzolati via in un attimo)

Ah, mangiare il curanto non è solo un’esperienza culinaria, ma anche storica: questo metodo di cottura ha più di 11mila anni!

Pinguini

Ebbene sì, sull’isola di Chiloé ci sono anche i pinguini. Vi dirò di più, questo è l’unico luogo al mondo dove due specie convivono serenamente. A Puñihuil, nella parte nord dell’isola, si trovano diverse colonie abitate dai Pinguini di Magellano e di Humboldt. Purtroppo questi maestosi animali non vivono su queste coste tutto l’anno, si possono ammirare qui solo da settembre a marzo. Ho avuto modo di vederli dal vivo grazie a un tour in barca, in un pomeriggio soleggiato ma estremamente ventoso, scattare foto è stata un’impresa più difficile del previsto. Alla fine, ho spento la fotocamera e mi sono goduta il mare e i suoi simpatici abitanti, avvistando perfino un leone marino!

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La spiaggia di Puñihuil

Spero questo tipo di post “diverso” vi sia piaciuto, mi sembrava riduttivo stilare un itinerario per un posto così particolare.

Qual è il posto più magico mai visitato? Raccontatemi pure!

 

 

 

 

70 pensieri su “Cosa vedere in Cile: Chiloé

  1. Daniela - The DAZ box ha detto:

    Non riesco ad immaginare nulla di più figo di visitare un luogo di cui prima hai letto in un libro! Tra parentesi questo lo voglio proprio leggere perché adoro la Allende. Tempo fa ho visto un documentario su uno chef cileno stellato e famosissimo (non ricordo il nome) che utilizzava la stessa tecnica di cottura “sotterranea” di cui hai parlato tu! Comunque bellissimo, io adoro questi posti dove pare di essere completamente fuori dal mondo!

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  2. Marika ha detto:

    Che bel viaggio che hai fatto ed una tappa una scoperta nuova. Anche se hai trovato pioggia in questa ultima località mi sembra comunque un posto da visitare, poi ci sono i pinguini 😉

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  3. Alessia ha detto:

    Beh, i chilotes sono dei geni..hanno capito come evitare le noie di un trasloco portandosi dietro tutta la casa! Scherzi a parte, mi è piaciuto moltissimo questo post, Giulia! Non avevo mai sentito parlare di quest’isola…penso che farei il viaggio anche solo per assaggiare il curanto!

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  4. Meridiano307 ha detto:

    Io sono abbastanza senza parole da quello che hai scritto…boh sono tra il sognante e lo sbalordito. I colori del cielo, delle case e delle chiese è qualcosa di incredibile. Hai reso perfettamente l’idea su questo luogo così lontano dal nostro mondo

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  5. oltreleparole ha detto:

    Ti sei praticamente ritrovata nel libro che hai letto, che meraviglia! Ti ho seguito in tutto il tuo viaggio in Chile grazie ad Instagram e alle stories e mi sono appassionata tantissimo a questi luoghi. Una delle cose che mi ha colpita di più sono le case mobili. Già che siano in legno è adorabile, ma poterle spostare di volta in volta in modo da preservarle è il massimo!

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  6. robisceri ha detto:

    Come ti ho scritto su Instagram, quest’isola mi ispira tantissimo. Ma tutto il Cile mi ispira, in verità… Hai fatto bene a ricordare la povertà del luogo, anche perché questo paese ha una storia straziante alle spalle. Hai mai visto il film “La Memoria dell’Acqua”? Meraviglioso.

    Chiedi quale sia il posto più magico mai visitato… Credo di poterti rispondere – forse… Ce ne sono tanti – Phillip Island, in Australia. Lì, l’anno scorso, ho visto i pinguini rientrare “a casa” al crepuscolo.

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  7. Konsuelo J. Gennari ha detto:

    Chiloé da come la descrivi sembra un luogo con i suoi ritmi, diversi dalla frenesia alla quale siamo abituati, credo che sia un posto incantevola da visitare o magari dove andare per disintossicarsi dalla stress, peccato per la pioggia, io non la amo molto.

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  8. ricordinvaligia ha detto:

    Hai vissuto davvero una splendida esperienza. Pensa che all’inizio del nostro percorso avevamo pensato di adottare in Cile ed immaginavo che sarebbe stato un paese bellissimo da visitate con contraddizioni forti. Poi abbiamo cambiato direzione, ma ancora oggi esercita un fascino forte.

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  9. Giordana Querceto ha detto:

    mamma che post! Sono stata sull´isola di Chiloé e ho sempre voluto scriverne un post ma non l´ho mai fatto. Ho un libro comprato li sulle chiese di legno. E ho un ricordo del curanto spettacolare, squisito. Ah isabel Allende in Afrodita descrive tutto il rito che anni fa accompagnava il Curanto. Comunque il quaderno dei Maya ora se ne va dritto dritto nel carrello Amazon. non vedo l´ora di leggere dello spostamento della casa!

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  10. serenadami86 ha detto:

    Io la magia l’ho percepita dal tuo racconto, soprattutto perché non hai descritto solo i lati positivi,ma anche quelli negativi del posto. La natura lì deve essere uno spettacolo pazzesco,per non parlare dei pinguini che io adoro!!! Credo che uno dei posti più magici in cui mi sono trovata siano le montagne dell’Himalaya… Sì respira un’aria diversa letteralmente e non. Ti fanno capire quanto piccolo e insignificante sei di fronte a madre natura, ti fanno sentire un tutt’uno con il mondo!

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  11. toochiclauratravellifestyle ha detto:

    Dal tuo racconto si percepisce la magia del luogo. Non avevo mai sentito parlare di Chiloe’ ma vorrei una volta nella vita assistere anche io al minga …. se ne ha parlato anche la Allende,una delle mie scrittrici preferite, nel suo romanzo direi che è da provare ☺️

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  12. Federica ha detto:

    DEvo procurarmi I quaderni di Maya: io avevo letto L’albergo delle donne tristi della Serrano ambientato a Chiloè e non mi era piaciuto molto.
    Ricordo un acquazzone gigantesco preso a Castro!!!!

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  13. Raf ha detto:

    Ecco, da quando ho letto la tua descrizione del curanto non me lo riesco a togliere dalla testa. Per me che quando viaggio presto molta attenzione ai cibi locali questo piatto sarebbe un must!

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  14. elisascuto ha detto:

    Complimenti! Originale e ben scritto…già sognavo il Cile, ora ho un posticino in più da sognare e uno spunto per la prossima lettura 😉

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