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Trasferirsi in Ungheria: cose da sapere e informazioni utili

Informazioni utili, curiosità e cose da sapere se si sta valutando di trasferirsi a Budapest o in Ungheria.

Ricevo spesso messaggi riguardo eventuali trasferimenti in Ungheria. Vivo a Budapest dal 2014 e di avventure burocratiche ne ho vissute molte. Ho deciso di mettere insieme questo post che mescola informazioni utili e curiosità, per scoprire insieme una parte della cultura ungherese.

Trovare casa in Ungheria

Per trovare casa, come in molti paesi del mondo, si può o andare tramite privati o agenzie. Per i privati, consiglio due siti internet in particolare: ingatlan.com sia per comprare sia per affitare e alberlet.hu solo per affitti.

Ho affittato due appartamenti diversi prima di comprare casa e mi sento di dare qualche raccomandazione. Niente di allarmante, ma sono piccoli dettagli che vanno presi in considerazione.

Prima cosa, richiedi il contratto per la tua tutela (e quella della tua caparra!). Inoltre, deve essere in doppia lingua – inglese e ungherese o italiano e ungherese – per capire bene cosa si sta firmando. Altra cosa, valutare bene la casa che si sta affittando o comprando. Se si sta guardando un panel, un prefabbricato costruito durante il comunismo, bisogna tenere a mente che sono caldissimi d’estate e alcuni hanno le pareti molto sottili. Se invece si sta valutando un gangos, ovvero uno di quei palazzi tanto in voga al centro di Budapest con un cortile interno, bisogna tenere presente che non sono molto luminosi, soprattutto nei piani più bassi.

cortile interno palazzo
Un tipico gangos

Un’altra particolarità da ricordare è che spesso gli appartamenti hanno il water separato dal bagno con lavandino e doccia. Ho vissuto per tre anni in una casa così, ci si abitua ma preferisco avere tutto in una stanza.

Lakcímkártya

Uno dei documenti più importanti da fare in Ungheria è la lakcímkártya, ovvero una carta dove viene registrato il tuo indirizzo ungherese. Questo documento ce l’hanno tutti, stranieri e non.

Gli ungheresi lo possono richiedere al kormányablak, un ufficio burocratico governativo che si trova in quasi tutti i distretti di Budapest e in ogni cittadina. Per noi stranieri, invece, c’è uno step in più da fare.

Se si è cittadini UE, si può rimanere in Ungheria per 90 giorni senza registrarsi. Entro i 90 giorni, bisogna registrarsi all’ufficio immigrazione della propria città. Sul posto, ti daranno un foglietto plastificato molto importante da non perdere, in quanto è l’effettiva registrazione come straniero che vive in pianta stabile in Ungheria.

Una volta ottenuto questo fogliettino chiamato regisztrációs igazolás, dopo circa due settimane arriverà all’indirizzo registrato la lakcímkártya, che è così:

Questo documento va sempre portato con sé, perché serve per ogni singola cosa. Sempre meglio averlo dietro!

Lingua ungherese

La lingua ungherese è sicuramente uno degli ostacoli più grandi quando ci si trasferisce in Ungheria. A meno che qualcuno non l’abbia già studiata all’università o abbia fatto dei corsi privati.

Nonè neanche facile indovinare cosa vogliano dire le parole, in quanto non è una lingua indoeuropea bensì ugrofinnica. Per capirci, è più simile al finlandese e all’estone che all’inglese. In più, gli ungheresi hanno la tendenza a tradurre tutto, ma proprio tutto. Smartphone si dice okostelefon e computer számítógép. La pronuncia, poi, è un altro scoglio duro da sormontare. Ti dico solo che l’alfabeto ha ben 44 lettere!

Per gettare altra carne sul fuoco, purtroppo molti ungheresi – soprattutto chi lavora negli uffici pubblici – non mastica alcuna parola d’inglese. I più fortunati possono tentare con un po’ di tedesco o persino dei rimasugli di russo, ma molte pratiche burocratiche senza una persona del luogo risultano difficilotte.

Non iniziare però a scoraggiarti. Ci sono tanti posti dove si può imparare questa lingua un po’ ostica quanto affascinante. Molte aziende offrono un corso per stranieri, alcune gratuito altre a pagamento per una cifra irrisoria. Inoltre, tanti ungheresi parlano un po’ di italiano per via degli studi scolastici/universitari o perché hanno vissuto nella nostra penisola. Tanti sono più che contenti di poter offrire un tandem linguistico, per mantenere viva la pratica.

vocabolario lingua ungherese

Sanità e tessera sanitaria

Qui tocchiamo un tasto dolente. La sanità pubblica non è proprio stellare. Purtroppo gli stipendi del personale medico non sono altissimi e i più giovani preferisco emigrare, lasciando una schiera di dottori anziani, spesso poco motivati. Dal 2021 i salari aumenteranno, speriamo questo possa servire ad avere un personale medico più variegato. Inoltre, può essere complessa per chi non è abituato al sistema ungherese.

La prima cosa da fare appena arrivati è andare all’ufficio dedicato chiamato OEP (a Budapest si trova in Teve utca 1c) a richiedere la TAJ kártya, ovvero la tessera sanitaria. Se hai ancora la tessera sanitaria italiana valida, tienila perché sul retro c’è la tessera sanitaria europea, utile in caso d’emergenza in tutta l’UE. Se invece non la possiedi più, devi richiedere l’equivalente ungherese chiamata Európai Egészségbiztosítási Kártya. A Budapest si fa sempre a Teve utca 1c.

Una volta ottenuta la TAJ kártya (solitamente la fanno sul momento), bisogna cercare il proprio medico di base. Ogni città/paese ha le sue regole. A Budapest, in linea di massima, bisogna cercarne uno nel distretto dove si è residenti. Non è però una regola fissa, io vivo nel IV distretto e ho il medico nel VI. Dipende molto dalla flessibilità della persona che vi sta davanti.

Oltre agli ospedali pubblici, alcuni migliori di altri come in tutti i paesi del mondo, ci sono anche delle cliniche pubbliche dove prenotare visite specialistiche come ginecologo, dermatologo, allergologo, analisi del sangue, fisioterapista e così via. Le visite sono gratuite, mentre alcuni esami potrebbero essere a pagamento, ma parliamo di cifre basse e non certo paragonabili ai privati. Ogni città ha le sue regole, a Budapest vale sempre quella del distretto.

Nome della madre ovunque

Sì, hai capito bene. In tutti i documeni, e quando dico tutti intendo proprio tutti, c’è sempre il nome della madre da nubile. Anche per gli stranieri.

Avevo già parlato di questa curiosità nel mio post sui miei shock culturali in Ungheria, ma vale la pena ribadirla, perché causa spesso ilarità tra gli espatriati stranieri.

Ho cercato un plausibile motivo, ma molto probabilmente la ragione è più semplice di quello che possa sembrare. In Ungheria, fino a non troppi anni fa, la donna dopo il matrimonio prendeva il nome del marito. Intendo proprio il nome completo, non solo il cognome. Per esempio, se Édes Anna (il cognome in ungherese va prima del nome!) si sposa con Erős Pista (“Pista” è il diminutivo affettuoso di István), il suo nome diventerà Erős Istvánné, prendendo totalmente il nome del marito con l’aggiunta del suffisso , che indica “moglie di…”.

Oggi quest’abitudine è caduta in disuso. Per fortuna direi. Molte donne ancora prendono il cognome del marito dopo le nozze, ma aggiungendolo al proprio con un trattino.

Rimane però l’uso di aggiungere il nome della madre da non sposata a tutti i documenti. Un po’ per capire la linea dinastica materna, che con il cambio di nome spesso può essere difficile da identificare, un po’ per semplice abitudine

Ultima curiosità: i nomi Édes Anna ed Erős Pista ti suonano bizzarri o familiari? C’è un perché, ne ho parlato nel mio post sulla paprica ungherese.

Lavoro e gli stipendi

Anche qua, dipende molto da cosa si sta cercando e dove. Budapest, come prevedibile, è una sorta di isola felice.

Nella capitale ci sono molte aziende multinazionali che cercano madrelingua italiani – o anche francesi, tedeschi, spagnoli e così via – per lavori d’ufficio. Solitamente si tratta di assistenza clienti e supporto informatico. I salari sono molto più alti della media e in linea di massima i contratti sono quasi sempre indeterminati. A livello di cifre, un salario medio, incluse tutte le fasce, a Budapest è di circa 700€. Lavorando nelle multinazioni, si parte dagli 800-900€ netti in su. Alcune offrono di più, ma non saprei dirti esattamente quali perché faccio altro.

ufficio open space

Al di fuori di Budapest, conosco alcune persone trasferitesi dall’Italia che lavorano in ristoranti, di proprietà o meno, per altre aziende italiane o per alcuni nomi come Samsung, Audi, Mercedes per posizioni specializzate.

Per i costi della vita in generale, puoi dare un’occhiata a Numbeo, un sito sempre aggiornato e molto accurato.

Non c’è il mare

Per tanti non è un problema, lo so. Ma la mancanza del mare significa anche un’altra cosa: il pesce fresco scarseggia e ha costi esorbitanti. Complice anche il fatto che, a parte pochissimi piatti, non sia proprio un alimento tipico della cucina magiara. Si stima addirittura che l’Ungheria sia il paese con il consumo di pesce più basso di tutte l’UE.

Digressioni culinarie a parte, la mancanza del mare si sente in tutte le salse, soprattutto per chi come me è cresciuto a due passi dalla spiaggia. Certo, è pur vero che d’estate non mancano i luoghi dove fare il bagno: i laghi Balaton, Velence e Tisza tra i più famosi. In alcuni punti si può persino nuotare nel Danubio. Per non parlare poi delle famose terme, che spesso offrono anche un’alternativa all’aperto.

Il clima in Ungheria

In tutti questi anni – vivo in Ungheria dal 2014 – ho sentito qualsiasi commento possibile e immaginabile sul clima. Eh ma da voi fa sempre freddo, ah davvero a Budapest fa caldo in estate, ma avete la neve tutto l’inverno?, e così via.

In realtà, il clima in Ungheria non è poi così diverso dal Nord Italia. Gli unici mese dove fa più freddo sono gennaio e febbraio, dove la temperatura può scendere sotto lo zero, ma niente di allarmante. Da quando vivo a Budapest, le nevicate che non si sono sciolte il giorno dopo le potrei contare su una mano.

Con l’arrivo della bella stagione, invece, fa caldo. tanto caldo. Ma non disperarti, perché secondo me è il momento più bello per visitare l’Ungheria: ecco qualche chicca su cosa fare a Budapest in estate e quali regioni vinicole dell’Ungheria visitare.

Carne di maiale ovunque

Vi ho già detto come il pesce sia un alimento poco consumato e anche poco amato direi. Un piatto che invece non manca mai sulle tavole ungheresi è la carne di maiale.

Fritta, sotto forma di salsiccia, stufata, grigliata, affettata, arrosto, alla paprica, pancetta e lardo, a mo’ di wurstel: insomma, ce n’è per tutti i gusti. Tranne per chi, per un motivo o per l’altro, non la mangia. Per fortuna ci sono alternative valide come pollo, tacchino, anatra e persino il più costoso manzo.

Per fortuna, complice anche l’aumento della qualità della vita soprattutto nelle grandi città, oggi si fa sempre più attenzione a chi non mangia carne. Ci sono tanti ristoranti vegetariani o vegani e sempre più luoghi offrono menù alternativi. Se non sai cosa ordinare, puoi seguire questa post con qualche nome e descrizione di piatti ungheresi vegetariani.

Dove comprare cibo italiano in Ungheria

Questa è una delle domande più gettonate nei gruppi di espatriati, tutti almeno una volta nella vita,spinti da un impeto nostalgico, hanno chiesto dove comprare prodotti italiani a Budapest o in qualsiasi altra città dell’Ungheria. Dipende, anche qua, cosa intende per cibo italiano.

Se si intende pasta come Barilla o Rummo, passata Cirio, San Pellegrino o altri band mainstream allora la risposta è ovunque. La maggior parte dei supermercati ha questi prodotti, anche se costano un po’ di più rispetto agli standard del Belpaese. Per prodotti di nicchia o meno famosi, bisogna rivolgerci o ai ristoranti italiani della propria zona o cercare piccoli alimentari locali, come per esempio la Gastronomia da Nandin a Budapest.

Aprire la partita IVA in Ungheria

Su questo sono una specialista poiché io stessa sono sotto queste regime fiscale, qui chiamato KATA. Dal 2021, però, le cose cambieranno radicalmente.

In linea di massima funziona così: 50mila fiorini al mese + 5000 fiorini annuali per la camera di commercio + una tassa a seconda del tuo luogo di residenza, a Budapest ammonta a 50mila fiorini l’anno da versare in due rate semestrali. Quindi in totale, se si vive a Budapest, la spesa è di circa 2000€ l’anno fino a 12 milioni di fiorini (circa 33000€) di fatturato (non guadagno). Se si superano i 12 milioni di fiorini l’anno, sull’importo che eccede il limite bisogna pagare il 40% di tasse. Costi del commercialista esclusi.

Sembra tutto bellissimo, c’è un però a partire da gennaio 2021: questo vale solo se si ha tanti clienti. Se invece si fatturano più di 3 milioni di fiorini l’anno allo stesso cliente/azienda, bisogna pagare il 40% di tasse sul resto. Inclusa, ovviamente, la tassa della KATA e l’eventuale limite di 12 milioni di fiorini. Quindi attenzione ai limiti.

Se hai altre domande o hai bisogno di ulteriori informazioni scrivimi tramite la pagina contatti o lascia un commento qua sotto!

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