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Cosa vedere a Bratislava: Danubiana Meulensteen Art Museum

Pasquetta è da sempre sinonimo di gite fuori porta. A volte, però, il meteo non aiuta molto, come nel nostro caso: tante nuvole, un vento allucinante e un timido sole all’orizzonte. Ne abbiamo approfittato per visitare Danubiana Meulensteen Art Museum, un museo che desideravo vedere da sempre, sia per la sua collezione sia per la sua posizione particolare, a cavallo tra Slovacchia, Ungheria e Austria.

Farò una premessa: a me l’arte moderna piace, ma non sempre riesco a comprenderla fino in fondo, nonostante tutti i viaggi mentali che mi faccia. Nonostante ciò, ho apprezzato moltissimo la mia visita improvvisata al Danubiana Meulensteen Art Museum, ho scoperto tanti artisti interessanti e ammirato delle opere davvero fantastiche.

Come vi dicevo, Danubiana Meulensteen Art Museum si trova in una posizione particolare, su una penisola del Danubio, proprio sulla convergenza di tre confini – slovacco, ungherese e austriaco. In questo punto, il famoso fiume è particolarmente ampio, sembra quasi di ammirare il mare aperto. Lo trovo un posto davvero azzeccato per un museo di arte moderna, un misto tra natura e architettura urbana davvero armonioso.

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Il museo, il Danubio e i nuvoloni

Fondato dal collezionista olandese Gerard Meulensteen e dal gallerista slovacco Vincent Polakovič, Danubiana Meulensteen Art Museum è una vera chicca sia per appassionati di arte sia per i più profani in materia. Oltre alla collezione permanente all’interno e alle esposizioni temporanee, all’esterno c’è anche un parco pieno di sculture e installazioni rompicapo, alcune sono davvero enigmatiche e intriganti allo stesso tempo.

Ma ora veniamo alla parte più interessante. Quali opere mi hanno colpito di più? Ecco la mia classifica personale, anche se non in ordine di preferenza:

“Le Banquet des Idoles” di Gérard Rancinan

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“Le Banquet des Idoles” di Gérard Rancinan

Questo è interessante e politicamente scorretto allo stesso tempo. Molti di questi personaggi ritratti sono diventati dei veri e propri idoli delle masse – e non sempre in maniera volontaria – nonostante non fossero tutti dei cosidetti “stinchi di santi”. Mi piace Gesù Cristo ritratto come una sorta di hippie e alcuni dittatori comunisti – Stalin e Mao – ritratti accanto a Madre Teresa, tanto per sottolineare le contraddizioni dell’idolatria sfrenata.

“Army of Niemand” di Viktor Frešo

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“Army of Niemand” di Viktor Frešo

Anche quest’opera mi ha colpito molto sin dal primo momento. Nella descrizione dell’opera gli ominidi venivano additati come arroganti, invidiosi e pieni di rancore. Effettivamente, l’espressione non mente, soprattutto per l’unico personaggio che guarda lo spettatore direttamente negli occhi. A proposito, riuscite a individuarlo?

“Happy World” di Yuina Wada

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“Happy World” di Yuina Wada

Questo lavoro dell’artista giapponese Yuina Wada mi fa davvero pensare al giappone degli anime e dei videogiochi, all’esplosione di colori e alla tecnologia che controlla e sovrasta la vita quotidiana. Magari questa non era proprio l’intenzione finale dell’opera, ma a me fa venire in mente esattamente questo. Inquientantissimi poi i brillantini sparsi qua e là. Che ne dite?

“City” di Erik Binder

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“City” di Erik Binder

Anche quest’opera mi fa pensare al Giappone, nonostante l’autore sia slovacco. Mi viene in mente una sorta di Godzilla futuristico, mentre le figure con le lacrime agli occhi parzialmente senza volto sembrano uscite da un film horror diretto da Miyazaki. Inizialmente quest’opera mi ha letteralmente spiazzata, ora invece la considero una delle mie preferite della collezione permanente.

“Masochistic Still Life” e “Everybody Has His Square” di Jozef Jankovič

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“Masochistic Still Life” e “Everybody Has His Square” di Jozef Jankovič

Jozef Jankovič è stato un personaggio nella chiave nell’arte moderna slovacca, si può definire addirittura un precursore nel paese. Queste due opere le trovo particolari e raccapriccianti singolarmente, ma ancor più d’effetto se prese insieme. Il quadro nello sfondo, “Everybody Has His Square” mi fa pensare ai problemi di ognuno di noi, tutti abbiamo un peso – un quadrato o square che dir si voglia – che ci portiamo dietro, ogni singolo giorno della nostra vita. Ci conviviamo, certo, ma a che prezzo?

“Equilibrium” di Peter Pollag

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“Equilibrium” di Peter Pollag

Questo quadro fa parte di una mostra temporanea su Peter Pollag, purtroppo non fa parte della collezione permanente ma è troppo bello per non essere incluso in questa lista. Il titolo è “Equilibrium”, anche se io ci vedo più un simbolismo sulla crescita, su quanto sia dolorosa e sui passi avanti che si fanno in questa direzione. Sarà che adoro i romanzi di formazione, ma ci vedo proprio un richiamo alla crescita in questo dipinto. Sì, lo so, mi faccio troppi trip mentali!

“Faces” di Rein Doll

Quest’opera, invece, si trova all’esterno, nel parco adiancente al museo. Si tratta di una sorta di illusione ottica: di fronte, sembra quasi un abbraccio faccia a faccia, mentre appena ci si sposta, le facce e le mani sembrano quasi allontarsi. Non so bene cosa rappresenti, ma mi fa pensare alla lontananza e all’assenza, pur essendo fisicamente vicini. Una sensazione che, per quanto malinconica, prima o poi capita a tutti.

Come arrivare a Danubiana Meulensteen Art Museum: il modo più facile è sicuramente in macchina, il parcheggio è gratuito per i visitatori. Arrivare in bus è altrettanto semplice, da Bratislava si può prendere il bus 90 dalla fermata del Teatro Nazionale Slovacco. Il tragitto dura circa 40 minuti.

Ingresso: 10€ per adulti, include anche il parco e le esposizioni temporanee.

Qual è il vostro rapporto con l’arte moderna?

23 pensieri su “Cosa vedere a Bratislava: Danubiana Meulensteen Art Museum

  1. iltuopostonelmondo ha detto:

    Io sono un po’ in contrasto con l’arte moderna, in certe occasioni non la comprendo molto! eheheh però mi piace comunque osservarla e dare un mio giudizio (del tutto personale ovviamente).
    E comunque Bratislava è molto più di quello che ti aspetti 🙂

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  2. Sofia ha detto:

    Sembra un bellissimo museo. Purtroppo girando con mia figlia di 8 anni i musei di arte moderna li salto. Si annoia. Non lei piace. Ma spero sempre le arrivi il colpo di fulmine 🙂

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  3. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Diciamo che io e l’arte moderna non ci stimiamo molto. No scherzo, però alcune installazioni concettuali troppo provocatorie mi infastidiscono parecchio. Tipo quel cane messo a morire di fame davanti a tutti, animali morti sezionati, corpi smembrati e cose del genere. Io le vieterei proprio. Invece quelle più soft dove devi fermarti a riflettere per comprenderne le intenzioni dell’artista diciamo che le “reggo” ma non le vado a cercare ecco. L’ultima mostra di arte contemporanea l’ho vista poco tempo fa a Napoli in una chiesa sconsacrata (chiesa bellissima). Velo pietoso sulle opere. Ti dico solo che erano realizzate con i cavi corrugati che si usano per far passare i fili elettrici negli impianti O_O Mammamia che simpatici gli uomini 😛 invece apprezzabilissima l’ultima cena VIP. Un abbraccio Giulia!

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  4. valekappa90 ha detto:

    Anche io non sono un’amante dell’arte moderna ma devo ammettere che il tuo racconto sul Danubiana Meulensteen Art Museum mi ha colpito parecchio e mi ha fatto venire voglia di visitarlo! Mi piacciono moltissimo le interpretazioni che dai alle varie opere esposte. Se lo visiterò (ed è probabile perchè mi sono innamorata di Bratislava e voglio tornarci), posso assumerti come guida? 🙂

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  5. Alessia ha detto:

    Mi piace l’arte moderna proprio per i trip mentali che mi spinge a fare (davvero come JD di Scrubs 😂). Nel bene e nel male è l’arte più democratica che ci sia, viste le libere interpretazioni che uno può dare. Questo museo a Bratislava per me sarebbe imperdibile. Adoro l’opera di Gesù insieme alle altre icone, il “Pollock glam” slovacco, la scultura esterna. Che bella pasquetta hai passato😉

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