buco serratura san pietro

Una passeggiata sull’Aventino, uno dei sette colli di Roma

Una passeggiata sul colle Aventino, alla scoperta di belvedere panoramici, chiese paleocristiane e scorci scenografici.

L’Aventino è uno dei sette colli su cui venne fondata la città di Roma. Spesso escluso dagli itinerari turistici, questo luogo offre delle attrazioni uniche, alcune così scenografiche da lasciare a bocca aperta.

Circo Massimo

Sebbene venga spesso incorporato in questo colle, il Circo Massimo si trova in realtà nella valle tra l’Aventino e il Palatino, di cui parleremo brevemente più avanti. Sembra che proprio in questo luogo sia avvenuto il Ratto della Sabine, una storia di rapimenti e violenze a metà tra la leggenda e la realtà.

Le prime installazioni risalgono al VI secolo a.C, sotto il regno del quinto re Tarquinio Prisco. I lavori per il suo completamento, però, vennero effettuati prima sotto Giulio Cesare e terminati sotto Augusto. Tra l’altro, al centro dell’arena, sorgeva l’obelisco egizio che oggi svetta su Piazza del Popolo.

Il Circo Massimo era essenzialmente un’arena dedicata alle corse dei cavalli. Nel suo periodo di massima espansione, poteva contenere fino a 260mila spettatori. Viene considerata tutt’ora una delle più grandi strutture per spettacoli costruita dall’uomo.

Roseto di Roma

Il Roseto di Roma è uno di quei luoghi che non ti aspetti. Un’insolita oasi di pace a pochi metri da una delle vie più trafficate della capitale.

In questo giardino diviso in due da via di Valle Murcia si trovano più di 1000 specie di rose, alcune risalenti a diversi secoli fa. Inoltre, molte delle varietà presenti hanno partecipato a delle competizioni internazionali vincendo svariati premi.

Il Roseto come lo vediamo oggi fu aperto nel 1931, su quello che una volta era l’antico cimitero ebraico. Se si guarda la piante del roseto dall’alto, infatti, la forma è una e inequivocabile: ricorda la Menorah, il candelabro a sette bracci simbolo della cultura ebraica. Inizialmente, il giardino si trovava a Colle Oppio, non lontano dal Colosseo, ed era circa un terzo delle dimensioni odierne.

Se vuoi visitare il Roseto di Roma, presta attenzione al periodo dell’anno. Il giardino, infatti, solitamente è aperto al pubblico da maggio a ottobre, ma gli orari e i giorni possono variare.

rose rosa

Giardino degli Aranci

Il Giardino degli Aranci è il nome “comune” di Parco Savello, la splendida terrazza con una vista strepitosa sull’urbe, tanto da guadagnare la nomea di uno dei posti più romantici di Roma.

Oltre al già citato panorama dal Gianicolo a Monte Mario, il parco è famoso per la presenza di alberi di aranci amari, chiamati anche melangoli. La terrazza fu progettata e realizzata a partite dal 1932, sui resti del fossato di un castello della famiglia Crescenzi. Lo scopo era proprio quello di creare un altro belvedere, oltre ai celebri Pincio e Gianicolo.

All’entrata del Giardino degli Aranci, si trova quella che secondo me è una delle fontane più affascinanti di Roma. Il mascherone marmoreo dai baffi folti, fornisce acqua a una vasca in granito, decorata con dei maniglioni in bassorilievo. Sebbene sembra risalga a metà dl ‘500, la fontana ha avuto una storia travagliata, tra incuria, trasferimenti e collocazioni errate. Fortunatamente la sua storia è a lieto fine: oggi si trova all’ingresso di uno dei luoghi più scenografici di Roma.

fontana mascherone roma

Basilica di Santa Sabina

La basilica di Santa Sabina, sebbene sia stata più volte restaurata, è una delle chiese paleocristiane meglio conservate di Roma. Le prime fondamenta furono innalzate tra il 422 e il 432, sotto papa Celestino I. Fu costruita sui resti della casa di Santa Sabina da Roma, martire e santa del II secolo.

La basilica, oltre che per la sua indiscutibile bellezza e per le sue opere conservate all’interno, è conosciuta anche per due curiosità, entrambe legate a Domenico di Guzmán, fondatore dell’ordine dei frati predicatori.

Nel cortile si trova, infatti, un albero di arancio dolce. Secondo la leggenda, è stato piantato da Domenico in persona e sembra che non abbia mai smesso di donare frutti. Oggi è inaccessibile e visibile solo da un buco posto nel muro.

La seconda storia, invece, riguarda una pietra nera come il carbone posta all’ingresso della chiesa. Sembra che fu il diavolo in persona a scagliarla contro il santo per distrarlo dalle preghiere e tentarlo. Non a caso tutt’ora oggi il sasso rotondo è conosciuto come Lapis Diaboli, ossia “pietra del diavolo”.

Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio

Parliamo ora di un’altra basilica dell’Aventino, dai colori tenui e pastello che la rendono un perfetto sfondo per le foto matrimoniali

Sembra che la base sia quasi coetanea della già nominata basilica di Santa Sabina. Nell’XI secolo, però, Papa Onorio III ne ordinò la completa ricostruzione. Inoltre, fu rinnovata più volte nel corso dei secoli, donandole infine l’aspetto rinascimentale che conserva ancora oggi.

Sebbene abbia al suo interno (ed esterno) un mix di stili architettonici, il campanile è romanico e in netto contrasto con il resto della struttura.

Villa del Priorato di Malta

Veniamo ora a una delle chicche dell’Aventino. La Villa del Priorato di Malta, che ospita anche l’ambasciata, si trova in un punto strategico. In cima al colle, con una vista sul Tevere che copre tutti gli angoli più importanti della città.

La sua vera particolarità, però, sta nel buco della serratura del portone d’ingresso. Se ci si piega in avanti e si spia da questo foro si vede in perfetta prospettiva la cupola di San Pietro adornata da alcune siepi che troneggiano nei giardini. Due stati in un colpo d’occhio solo: la villa si trova in Italia mentre la basilica più famosa del mondo a Città del Vaticano.

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Terrazze sul Palatino

Sebbene il titolo possa trarre in inganno, in realtà non ci stiamo spostando dall’Aventino. Come avevo accennato in uno dei primi paragrafi, il Circo Massimo si trova proprio nella vallata in mezzo ai due colli.

Dal belvedere dedicato a Romolo e Remo, si vedono perfettamente i resti dell’antico colle Palatino. Ed è proprio su Romolo e Remo che vorrei soffermarmi.

Quasi tutti conoscono la leggenda dietro i due gemelli. Figli della vestale Rea Silvia – una discendente di Enea – e del dio Marte, dopo l’uccisione della madre da parte dello zio, vennero collocati in una cesta e affidati alle correnti del fiume Aniene. Quella che doveva diventare la loro tomba, fu invece la loro salvezza. La cesta si arenò tra le paludi del Velabro, tra il Palatino e il Campidoglio. A quel punto, una lupa li trovò, li prese con sé e li allattò come fossero suoi cuccioli.

In realtà, le cose non andarono così. Il termine “lupa”, infatti, in latino vuol dire anche prostituta. Non a caso, i “lupanari” erano una sorta di case chiuse al tempo dei Romani. La versione più realista, infatti, vuole che siano stati ritrovati da una prostituta e poi affidati alle cure del pastore Faustolo e di sua moglie Laurenzia.

Ringrazio la community Travel Blogger Italiane per aver organizzato il blog tour #cartolinedaroma insieme alla fantastica guida Ilaria Palocci, un vero pozzo di conoscenza sulla città eterna.

Un pensiero su “Una passeggiata sull’Aventino, uno dei sette colli di Roma

  1. NonPuòEssereVero ha detto:

    Io trovo bellissimo l’Aventino e ti dirò (ma questa é deformazione professionale) trovo bellissimi pure gli studi Mediaset sul Palatino (effettivamente mai vista una cosa simile, di solito non sono posti belli) 😀

    Mi hai fatto venire voglia di andare al Giardino degli Aranci, l’ultima volta sono stata un po’ di tempo fa!

    "Mi piace"

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