Trekking da Passo Rolle: Baita Segantini e Cristo Pensante

Dal valico di Passo Rolle, in Trentino tra le valli del Primiero e di Fiemme, si possono fare diversi trekking per tutti i livelli, con una splendida vista sulle Dolomiti come compagnia costante.

Passo Rolle

Passo Rolle è un valico alpino circondato dal suggestivo gruppo delle Pale di San Martino, il luogo dove pare Dino Buzzati sia ispirato per il suo celebre capolavoro Il deserto dei Tartari. Dal Rolle si possono vedere chiaramente le vette del Cimon della Pala (cima raffigurata sullo stemma della Guardia di finanza) e della Vezzana, rispettivamente 3186 e 3192 metri s.l.m.

In questo post, ti parlerò di due trekking da fare partendo da Passo Rolle. Volendo, ci si può fermare in entrambi i punti e percorrere il tracciato ad anello. Il primo è facile e adatto anche ai bambini, mentre il secondo ha dei punti più impegnativi.

omini pietra dolomiti

Trekking Baita Segantini

Da Passo Rolle a Baita Segantini
Difficoltà: facile
Dislivello: 220 m
Lunghezza: circa 3km

Ai piedi delle Pale di San Martino, a 2200 metri d’altitudine, si trova Baita Segantini, punto di arrivo per chi preferisce un trekking più leggero e sosta per chi invece opta per un’escursione più lunga.

Il nome della baita lo si deve al pittore Giovanni Segantini, nato in Trentino quando ancora era impero austriaco e da sempre legato in maniera viscerale alla montagna, soggetto quasi costante dei suoi dipinti.

giovanni segantini trittico delle alpi

Venne costruita nel 1936 dall’artista Alfredo Paluselli per trascorrere qui la sua esistenza, solitaria ma a contatto con la natura, con lo spettacolo del gruppo dolomitico sempre davanti ai suoi occhi. A pochi metri dalla baita si trova una scultura bronzea a lui dedicata, con lo sguardo rivolto verso le Pale di San Martino.

Paluselli non è certamente un novellino della zona: si deve a lui anche la costruzione della Capanna Cervino poco più a valle e della prima scuola di sci delle Dolomiti. Persona riservata e schiva, Paluselli spesso ospitava viandanti nella sua baita, sempre con il suo farse un po’ brusco ma rassicurante. Quando era impegnato nelle sue lunghe scalate ed esplorazioni, lasciava qualcosa per rifocillarsi e un biglietto con scritto “Entrate, bevete, pagate”. Un po’ come la famosa Osteria senz’Oste immersa nelle colline del Prosecco.

Partendo da Passo Rolle, il tracciato è facile e non particolarmente faticoso. Fino alla Capanna Cervino, la strada è facilmente percorribile senza difficoltà. Dopo si fa più in pendenza, ma rimane sempre una camminata semplice. Consiglio di fermarsi più volte, sia per riposarsi sia per godere lo splendido panorama dolomitico e la sua aria pungente.

baita sergantini vista

Trekking Cristo Pensante

Baita Segantini – Cristo Pensante
Difficoltà: facile all’inizio e medio la seconda metà
Dislivello: 475 m
Lunghezza: 4,9km

Il Cristo Pensante è una scultura che raffigura, appunto, Gesù Cristo e posta in cima al monte Castellazzo (o Castelaz, per chi mastica il dialetto locale).

Da Baita Segantini, si può prendere la strada bianca che va verso la Val Venegiotta. Dopo pochi metri, circa un centinaio, troverai le indicazioni per il trekking del Cristo Pensante. Da qui, il percorso prosegue senza particolari intoppi fino all’arrivo delle pendici della cima, da dove si dirama una mulattiera con una serie di tornanti che ti faranno fermare più volte per riprendere fiato. Consiglio vivamente l’uso dei bastoncini da trekking, utilissimi in questo tratto un po’ irregolare.

Sul monte Castellazzo si trovano ancora tante tracce degli orrori della Grande Guerra. Salendo sempre più in vetta, ci si imbatte in quelli che in dialetto venivano chiamati gli “stoli”, delle grotte nascoste con un’uscita secondaria utilizzate soprattutto come depositi e magazzini. Oggi sono visitabili, sebbene alcune siano un po’ pericolanti. Inizialmente, la cima era presidiata dai soldati austro-ungarici, ma nel 1915 l’esercito italiano la conquistò e ne fece un punto di vedetta grazie alla sua posizione strategica.

monte castellazzo stoli prima guerra mondiale

Le croci sul Castelazzo, in realtà, sono due: una sulla vetta più alta a 2333 metri e l’altra accanto alla celebre statua del Cristo Pensante, scolpita da un unico blocco di marmo dall’artista Paolo Lauton e trasportata fin quassù in elicottero.

Accanto al Cristo, si trova una celebre frase di Madre di Teresa di Calcutta (a proposito, sapevi che è nata a Skopje in Macedonia del Nord?):

Trova il tempo di pensare, trova il tempo di pregare, trova il tempo di sorridere

Inizialmente, infatti, questa salita nasce come un percorso meditativo e spirituale.

Da qui, le possibilità sono due: tornare indietro passando per Baita Segantini o scendere dal lato opposto del monte Castellazzo e arrivare fino a Passo Rolle. Noi abbiamo scelto il secondo percorso, tra un tuono e qualche goccia di pioggia, completando una sorta di giro ad anello.

Se andate durante la tarda primavera/inizio estate, cercate di non uscire dal sentiero tracciato per non disturbare il canto del gallo cedrone. In questo periodo, infatti, questo colorato uccello è nella stagione degli amori e può diventare aggressivo se disturbato.

Dove mangiare a Passo Rolle

Veniamo al momento più succulento della giornata. Dopo tanta fatica in salita e in discesa (Com’è che si dice? “Salire è più facile che scendere!”), non c’è niente di meglio di un bel lauto pasto in una malga. A Passo Rolle si trova Malga Rolle, dove si possono provare formaggi tipici, salumi (la carne salada con i fagioli è spettacolare!), dolci a base di formaggi prodotti in loco e persino liquori alle erbe, come ginepro, ortica e genziana.

mucche pascolo trentino

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