Cosa vedere a Budapest: Memento Park

Passeggiando per gli eleganti viali di Budapest e ammirando i palazzi in stile austro-ungarico, è difficile pensare che la città sia stata sotto un regime comunista per ben 40 anni. Poi, dopo aver passato diverso tempo nella capitale, inizi a notare i retaggi di quattro decenni di comunismo: il palazzo quadrato dagli esterni grigi, i condomini perfettamente rettangolari dalle finestre e facciate tutte uguali, le stazioni della metro cupe e fatiscenti. Certamente smantellare un ospedale o un ufficio pubblico non è facile come buttare giù una statua raffigurante un leader del partito. Ma, a proposito, dove sono le statue erette a Budapest durante questo periodo? Facile, (quasi) tutte a Memento Park.

Memento Park è un vero e proprio museo a cielo aperto, un luogo senza tempo dove riposano le statue di questo momento buio. Il parco è stato costruito nel 1993. Il capoprogetto, l’architetto Ákos Eleőd, ha spiegato perché costruire un simile “cimitero” con delle parole a mio parere molto belle: “Questo parco racconta la dittatura, ma dal momento che se ne può parlare, scrivere e rappresentarla, il parco parla anche di democrazia. Del resto, solo la democrazia può darci l’opportunità di pensare liberamente alla dittatura”. Cancellare e far finire 40 anni di storia nell’oblio sarebbe stato più facile, ma è ricordare che ci insegna a non dimenticare.

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Memento Park

All’entrata, ancor prima di pagare il biglietto, sorge un piccolo spazio aperto, chiamato Piazza del Testimone, dove sorgono gli imponenti stivali di Stalin, una delle immagini più famose e iconiche della fine del comunismo. Nel 1951, un gigantesca riproduzione di Stalin, alta circa 8 metri, fu eretta a Budapest, nelle vicinanze del parco Varosliget. Durante la rivoluzione contro il regime comunista del 1956, circa 100mila cittadini ungheresi, urlando “russi tornatevene a casa!”, distrussero la famosa statua, lasciando eretti solo gli stivali, dove fu piantata una bandiera ungherese. La rivoluzione, purtroppo, è fallita e finita nel sangue. Gli stivali che potete ammirare a Memento Park sono solo una copia dell’originale, ma sicuramente non meno d’effetto.

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Gli stivali di Stalin e la Piazza del Testimone

Una volta entrati nel parco, potrete girare come preferite, scegliendo il vostro itinerario autonomamente. Non ci sono percorsi segnati o spiegazioni particolari, solo didascalie e spazi aperti. Farete così conoscenza con Lenin, Marx ed Engels, con Béla Kun e altri esponenti del partito comunista ungherese, con lavoratori e lavoratrici senza nome e senza volto, votati solo alla causa, con soldati glorificati per aver ucciso e torturato nel 1956 i loro fratelli, considerati dal regime dei “ribelli”.
La visita sicuramente non è delle più facili, lascia un po’ di amarezza e anche tanta rabbia. Le sensazioni che provano i visitatori sono senza dubbio singolari e personali. C’è chi si ricorda di queste statue e dei loro protagonisti in carne ossa, chi ha conosciuto la dittatura dai racconti dei propri genitori, chi con occhi di bambino ha visto cose che nessuno così piccolo dovrebbe vedere e chi invece questi regimi li ha studiati sui banchi di scuola. Ognuno prova emozioni diverse e il modo migliore per conoscere meglio queste dure realtà e se stessi è proprio recarsi in questi luoghi dolorosi.

Una volta usciti, non perdetevi l’esibizione alla sinistra degli stivali di Stalin. Da fuori assomiglia a un capannone fatiscente, ma una volta entrati potrete scoprire di più sulla storia del comunismo in Ungheria e sulla storia di Memento Park grazie a delle interessanti infografiche. Nell’altra sala, vengono proiettati i filmati originali (con sottotitoli in inglese) usati per addestrare gli agenti dell’ÁVH, la polizia segreta ungherese.

Piccola curiosità: vicino l’entrata ci sono due particolarità. La prima è una Trabant celeste, macchina del popolo per eccellenza, dove potete sedervi e testare con propria mano il “comfort” e annusare quello che il mio compagno ungherese definisce come “l’inconfondibile odore della Trabant”. A pochi di metri di distanza, troverete una cabina telefonica dove, dopo aver composto dei codici indicati in una sorta di elenco telefonico, potrete ascoltare le voci originali non solo dei leader del partito comunista ungherese, ma anche di Stalin, Fidel Castro e Mao Tse-tung.

Come arrivare: Memento Park si trova leggermente fuori città, nella periferia di Buda. Si può raggiungere il parco in diversi modi. La prima è più veloce ma più è costosa: dalla piazza Deak Ferenc parte tutti i giorni alle 11 un bus diretto, andata e ritorno costa circa 15€ e comprende anche l’ingresso al parco. Il secondo metodo è più “lento” ma sicuramente più economico e avventuroso: dalla stazione Újbuda-központ (raggiungibile con la Metro4, quella verde, o con il tram numero 4), prendete il bus 105 o 150 e scendete alla fermata “Memento Park”. Da lì, troverete l’entrata del parco e gli stivali di Stalin alle vostre spalle. Il costo del biglietto d’entrata è di 5€, intorno agli 8€ con visita guidata in inglese.

Siete mai stati in un luogo simile, dove la storia fa da protagonista? Aspetto i vostri racconti!

8 pensieri su “Cosa vedere a Budapest: Memento Park

  1. Sono stata a Budapest, ma non al Memento Park. Se dovessi tornare ci andrei di sicuro, perché credo che sia molto importante ripercorrere il nostro passato per imparare e fare meglio nel futuro, dovremmo farlo tutti un po’ più spesso. Certo che però non dev’essere una visita facile!! 😦

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  2. Memento Park è uno dei luoghi che credo tutti debbano visitare per immergersi nella storia della città. Hai proprio ragione, passeggiando per le eleganti strade di Budapest, si tende a dimenticare il suo passato. Ricordo che quelle immense statue mi fecero molta impressione!

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