L’Ungheria dalla A alla Z

Silvia di Trippando ha lanciato un’iniziativa davvero carina e originale, chiamata progetto #insiders. Lo scopo è “raccontare la nostra città (o paese, o regione) vista dagli occhi e dall’esperienza di chi ci vive“. Questo mese, Silvia ha proposto di stilare un vero e proprio alfabeto del luogo dove viviamo. Io, dal mio canto, ho deciso di non limitarmi a Budapest, ma di raccontarvi l’Ungheria dalla A di Abbazia alla Z di Zsolnay!

A come Abbazia
In Ungheria ci sono delle abbazie bellissime, a volte nei luoghi più disparati e meno frequentati. Alcune di loro, come l’abbazia di Zirc, producono birre artigianali di alta qualità. Le più belle, a mio parere, sono quella di Tihany, affacciata sul lago Balaton, e la già citata Pannonhalma.

B come Busójárás
Questa parola con tanti accenti indica una celebrazione che si tiene tutti gli anni a Mohács, cittadina nel sud del paese, durante il periodo di Carnevale. Le maschere dei “Busó” sono piuttosto tetre e grottesche, ricordano vagamente i Mamuthones sardi. Quest’anno finalmente ho avuto modo di vedere la celebrazione, ne ho parlato qui.

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Maschere | Photocredits: Nandor Fekete – Flickr


C come cubo di Rubik
Sapevate che il cubo di Rubik è stato inventato da un architetto ungherese? Ernő Rubik creò il famoso rompicapo nel 1974, inizialmente per scopi didattici. Solo nei primi anni ’80, un’azienda di giocattoli acquistò i diritti di esportazione ribattezzandolo “Cubo di Rubik”, rendendolo famoso in tutto il mondo.

D come Disznóvágás
Questa è una pratica a mio parere un po’ macabra e non adatta a chi è molto sensibile, ma fa parte della cultura ungherese quindi mi sembra giusto inserirla nella lista. Solitamente, chi ha un maiale, invita parenti e amici alla macellazione. Ognuno ha un compito diverso e alla fine, dopo aver bevuto litri di birra e grappa, si mangia tutti insieme l’animale ucciso appena cotto. Non ho mai partecipato a uno di questi eventi e sinceramente non credo di farlo in futuro, ma so che per gli ungheresi è una pratica normalissima e diffusa.

E come “Egészségedre!”
Giulia, ma perché scrivi queste parole chilometriche e complicate? Lo so, la parola fa paura anche a me, ma il significato è molto più allegro: cin cin! Letteralmente significa “alla tua salute”, si può usare sia per brindare sia dopo uno starnuto. Se riuscirete a pronunciarla bene al primo colpo, qualsiasi ungherese vi offrirà da bere!

F come Fröccs
Lo so, sembra un’offesa in dialetto lombardo. In realtà, il cosiddetto fröccs è un drink fresco, composto da vino bianco o rosé e soda. La prima volta che ho sentito parlare di questa bevanda ero piuttosto scettica, cosa c’è di bello nel vino con l’acqua frizzante? Invece poi mi sono ricreduta e sono entrata nel club degli amanti del fröccs, soprattutto in estate.

G come Gulasch
Probabilmente il piatto ungherese più famoso nel mondo. Al contrario di come si vede spesso nei ristoranti all’estero, il gulasch non è uno spezzatino, ma una zuppa a base di carne, patate, carote, paprika e cipolle. Perfetto per le fredde giornate invernali!

H come Houdini
Alzi la mano chi sa dove è nato Houdini. Ve lo dico io: a Budapest. Il famoso illusionista proveniva da una famiglia austro-ungarica, trasferitasi negli Stati Uniti quando il piccolo aveva solo quattro anni. Qui in Ungherina, Houdini è molto famoso e stimato, tanto da aprire un museo dedicato al più famoso “escapologo” di tutti i tempi.

I come Impero
Budapest è stata per anni una delle due capitali dell’Impero austro-ungarico, vivendo un periodo di ricchezza e splendore. La componente austro-ungarica nella città è molto forte, ci sono molti edifici e palazzi risalenti a quell’epoca. Scherzando, dico sempre che se vi è piaciuta Vienna non può non piacervi Budapest e viceversa!

K come Kürtőskalács
Aggiungo una lettera “straniera” solo per includere nella lista questo dolce fantastico, probabilmente uno dei miei preferiti in assoluto. Si tratta di una sorta di camino dolce cotto alla brace, ricoperto di zucchero caramellato e altri ingredienti quali cannella, noci, cacao o mandorle. Ho già l’acquolina in bocca! Se volete conoscere altri dolci ungheresi da leccarsi i baffi, vi consiglio questo post!

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Kurtoskalacs | Photocredits: Morten Rand-Hendriksen – Flickr

L come Lago
Purtroppo l’Ungheria non ha sbocchi sul mare. Questo non vuol dire che in estate non si possa far un bel bagno rinfrescante. Fortunatamente, ci sono tantissimi laghi balneabili, sia naturali sia artificiali. Il più famoso è sicuramente il Balaton, il lago più grande dell’Europa Centrale.

M come Magyarország
Questa parola lunga e minacciosa non è altro che il nome dell’Ungheria nella sua lingua. Gli abitanti si definiscono “magyar“, letteralmente magiari.

N come Nozze
Una cosa è certa: ai matrimoni ungheresi non ci si annoia! Tra alcol che scorre a fiumi, finto rapimento della sposa con tanto di sposo che cerca di riconquistarla umiliandosi e danze scatenata a suon di musica folk mentre gli invitati lanciano banconote agli sposi, il divertimento è assicurato!

O come Ospedale nella roccia
Se vi trovate a Budapest e avete voglia di visitare qualcosa al di fuori dei soliti circuiti turistici, vi consiglio l’ospedale nella roccia. Si tratta di un ex bunker nucleare adibito a ospedale segreto durante la seconda guerra mondiale e la guerra fredda. Molto interessante!

P come Pálinka
La pálinka è una sorta di “grappa” ungherese, ottenuta da diversi frutti, soprattutto prugna, pera, pesca, ciliegie, uva e frutti di bosco. La gradazione alcolica è piuttosto elevata, quelle artigianali raggiungono anche i 60°. Impossibile andare a casa di un ungherese e non vedersi piombare davanti un bicchierino con questo liquido trasparente dentro.

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Un tipico bicchierino per la palinka e il Parlamento sullo sfondo | Photocredits: A. Agnes Morocz – Flickr


Q come quartiere ebraico
Il quartiere ebraico di Budapest è una vera chicca. Di giorno è il posto perfetto per provare lo street food, per perdersi tra le vie strette e intrecciate e per visitare una delle tante sinagoghe. Di notte, il quartiere si trasforma nel cuore pulsante della vita notturna della capitale!

R come “ruin pub”
I pub in rovine sono una delle attrazioni più famosa di Budapest. Non sono altro che ex edifici fatiscenti oggi adibiti a bar. Dentro l’arredamento è molto spartano, con mobili vecchi e spesso senza un nesso logico tra loro. I prezzi sono leggermente più alti della media, ma almeno una volta ne vale la pena!

S come Sziget festival
Probabilmente uno dei festival musicali più famosi d’Europa. Lo Sziget nasce  nei primi anni ’90 da un gruppo di giovani artisti. Oggi il festival è famosissimo, quest’anno ha contato ben mezzo milione di visitatori.

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Sziget festival, dal mio profilo Instagram

T come Terme
Una delle cose che più amo di questo paese. Le terme sono ormai parte integrante della cultura, presenti praticamente in quasi tutto il territorio. Qui trovale la mia guida personale delle terme della capitale.

U come (Lingue) Ugro-finniche
Questo è il nome della famiglia a cui appartiene la lingua ungherese, insieme al finlandese e all’estone. In pratica, una famiglia di lingue assurde e complicate. Scherzi a parte, l’ungherese non è una lingua impossibile, ma sicuramente molto più complicata da imparare di molti idiomi indo-europei.

V come Vino
Anche il vino ormai è una parte integrante della cultura ungherese. Sul territorio ci sono tantissime regioni vinicole, la più famosa sicuramente è quella del Tokaj. I vini prodotti sono molto buoni, soprattutto i bianchi fruttati. Per i miei gusti i rossi sono troppo leggeri, essendo abituata ai vini corposi del Sud Italia.

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Zala, una delle regioni vinicole. Dal mio profilo Instagram

Z come Zsolnay
Zsolnay è un’azienda ungherese, famosa per la sua produzione di ceramiche e porcellane pregiate. A Budapest, potete ammirare i suoi lavori come il tetto della chiesa di San Mattia o quello del Museo d’arte applicata.

Il mio alfabeto termina qui, spero vi sia piaciuto. Aspetto di leggere le vostre città dalla A alla Z!

38 pensieri su “L’Ungheria dalla A alla Z

  1. Beatrice ha detto:

    Bellissimo articolo Giulia, davvero interessante! Mamma mia i Kurtos!!! Quanto ne vorrei uno in questo momento!!! Li ho provati a Pasqua a Budapest, il primo viaggio con la mia mamma, è stato bellissimo e abbiamo adorato la città in ogni suo angolo!

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  2. Federica Mutti ha detto:

    Ciao Giulia! Bellissima questa iniziativa e tanti complimenti per essere riuscita a creare questo interessante alfabeto sull’Ungheria 🙂 aspetto con curiosità i tuoi prossimi post, un saluto!

    Federica | federicamutti.com

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  3. inworldshoes ha detto:

    Wow, fantastica questa guida sull’Ungheria.. Parola dopo parola ho scoperto qualcosa che non conoscevo su questo paese che mi affascina molto!
    😀 anche se le parole non potrò mai memorizzarle ahahah

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  4. Claudia B. Voce del Verbo Partire ha detto:

    Bella questa lista! Molte voci le ho spuntate come “già fatte” o “già bevute”, ma tengo cari gli altri suggerimenti. Sei stata perfetta nel redigere un elenco alfabetico, che rispecchia davvero bene il luogo in cui vivi. Senza dimenticare consigli e idee singolari di visita 🙂
    Baci,
    Claudia B.

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