cosa vedere budapest ospedale roccia

Cosa vedere a Budapest: Ospedale nella roccia

In questo periodo, complice il nuovo lavoro e le ferie assenti, non riesco a viaggiare come vorrei. In più, in questo periodo, almeno qui da me, fa troppo freddo per organizzare i miei soliti weekend fuori porta. Sommando tutte queste opzioni, ho ottenuto un risultato gradito: casa, copertina, divano e serie tv.  C’è qualcosa, però, che posso fare in questo momento di stallo, freddo e pigrizia: scoprire nuovi luoghi nella mia città. Sabato scorso ho visitato l’Ospedale nella roccia, un museo poco conosciuto ma molto interessante.

Ne avevo già parlato nel mio ABC dell’Ungheria, proprio alla lettera O. L’Ospedale nella roccia (Sziklakórház in ungherese) è un sito sotterraneo scavato all’interno della collina, proprio sotto al famoso castello. Grazie alla sua posizione strategica, durante la Seconda guerra mondiale le autorità cittadine decisero di convertire quest’enorme spazio, precedentemente utilizzato come cantina, in un ospedale.

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Entrata dell’Ospedale nella roccia. Photocredits: raffikatt – Flickr

L’ospedale fu aperto in due occasioni: durante il sanguinoso assedio di Budapest nella Seconda guerra mondiale (dal 29 dicembre 1944 al 13 febbraio 1945) e per pochi giorni durante la fallita rivoluzione del 1956 contro il regime sovietico.

Il museo è visitabile solo tramite una visita guidata di circa un’ora, proprio per via della sua forma tortuosa e per i suoi delicati strumenti. Purtroppo non si possono fare foto all’interno, ecco perché tutte le immagini di questo articolo sono prese da internet. La visita inizia con la proiezione di un breve filmato introduttivo, con immagini vere girate in quei sanguinosi 80 giorni. Una volta terminata la proiezione, un silenzio rispettoso è quasi d’obbligo.
Da qui, inizia la nostra visita.

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Una delle stanze per i pazienti – Foto presa Flickr

L’ospedale è completamente senza finestre, ma fortunatamente arieggiato grazie a un sistema di aerazione ancora in uso. Il tour si snoda tra le sale utilizzate per i pazienti e per le operazioni. La struttura era ben rifornita e gli strumenti usati erano persino all’avanguardia per l’epoca. Quello che mancava purtroppo, era lo spazio. L’ospedale arrivava ad accogliere anche 600-700 pazienti, in uno spazio relativamente ridotto. Le condizioni erano veramente tremende: i letti a castello venivano uniti per farci stare anche 3-4 persone, mentre altri si trovavano buttati per terra con solo un misero materasso ad attuire il dolore. La temperatura nelle stanze dei pazienti raggiungeva dei livelli impressionanti per via del calore umano, arrivando persino a 30-35°. Come se non bastasse, all’epoca era persino consentito fumare negli interni, penso di aver detto tutto!

La seconda della visita mostra il bunker antiatomico costruito durante la Guerra fredda e completato durante la crisi missilistica di Cuba. Qui vengono spiegate tutte le procedure dell’epoca (oggi obsolete e non più valide) per proteggersi da un eventuale attacco nucleare e come sopravvivere nel bunker per un determinato periodo di tempo. La visita si conclude con alcune foto sconvolgenti e dolorose di Hiroshima e Nagasaki dopo l’attacco atomico.

La visita mi è piaciuta, la guida è stata molto informativa e in un’ora si riesce a imparare e scoprire tantissime cose. L’unica cosa che mi ha lasciata perplessa sono le numerose statue di cera presenti nell’ospedale, rappresentanti dottori, infermieri, pazienti e soldati. Sono molto dettagliate, ma a volte sembra quasi siano lì per goliardia, hanno un aspetto grottesco. Addirittura ne ho vista una al bagno, seduta sul water, mentre si sforzava ad andare di corpo. Non so, non mi hanno convinto.

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Abbigliamento per proteggersi dalle eventuali radiazioni nucleari. Foto presa da Flickr


Consiglio:
in caso non fosse inverno, portatevi un giacchetto o un maglioncino, la temperatura all’interno del museo si aggira intorno ai 15 gradi. Per noi sabato scorso non è stato un problema, ma quasi un piacere: fuori c’erano almeno -5 gradi!

Ingresso: 4000 fiorini, poco meno di 13€. Se avete meno di 26 anni, pagate esattamente la metà, 2000 fiorini.

Come arrivare: L’ospedale si trova praticamente di fronte alla chiesa di San Mattia, sulla collina del castello di Buda. Per arrivare dal centro, prendete il minibus 16 o 16A e scendete proprio di fronte la chiesa.

Livello di disagio con gli occhiali: minimo, non si sono nemmeno appannati!

A voi piace fare i turisti nella vostra città? Aspetto le vostre risposte!

 

11 pensieri su “Cosa vedere a Budapest: Ospedale nella roccia

  1. giuliacalli ha detto:

    Quando vivevo a Barcellona facevo molto la turista, soprattutto all’inizio! Ma non mi dilungo su quei bei tempi, che se no mi viene la nostalgia. Ora che mi sono trasferita a Genova, un’ancora di salvezza dalla nostalgia canaglia è stata proprio quella di viverla come una turista. Mi ha aiutato il fatto che non avendoci vissuto prima, ci sono un sacco di posti che ancora non conosco. E poi mi piace vedere l’Italia con gli occhi della turista, questo me lo ha insegnato il mio Guerriero – che come quasi tutti gli stranieri si innamorano del nostro Paese 😉

    Budapest è una delle città che ho in lista per una prossima visita!

    PS. hai mai pensato di scrivere per Nuok? Al momento sembra che Budapest non sia coperta…magari ti interessa! http://www.nuok.it/partecipa/

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  2. Beatrice ha detto:

    L’ho visitato anch’io durante un viaggio a Budapest e l’ho trovato molto interessante! L’unica cosa è che la visita mi è sembrata un pò troppo frettolosa, si procedeva in fila indiana, tutti vicini per ascoltare la guida, ma non c’era tempo di fermarsi a dare un’occhiata più nel dettaglio agli oggetti esposti e alle scene ricreate. Mi sarebbe piaciuto fermarmi ad osservare meglio, ma volevo anche sentire le spiegazioni della guida…indecisione!!!!! 🙂 🙂

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    • Giulia ha detto:

      Vero, anche a me è sembrata frettolosa, però c’è da dire che eravamo un gruppo enorme, sicuramente più del minimo raccomandato (30 persone), quindi pensavo fosse quello il motivo. Peccato, perché alcuni particolari (tipo le medicine, bisturi ecc) meritavano una sosta un po’ più lunga!

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  3. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Eh le visite in siti che riguardano quel periodo storico mi affascinano tantissimo, con me sfondi una porta aperta!
    Si effettivamente le statue di cera snaturano un po’ la sacralità di certi luoghi! 😦 All’inizio quando hai detto casa/coperte/ho visitato l’ospedale…ho temuto che l’avessi visitato in modalità paziente! 😀 😀
    A presto! 😉

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  4. Gipsyanna ha detto:

    Che bell’articolo! mio fratello ha vissuto a Budapest per quasi un anno, gli è piaciuta tanto ma è troppo pigro per raccontarmi qualcosa, così a me rimane la voglia di andarci pur senza conoscerla. Il tuo blog è stato una bella scoperta, adesso posso prendere spunti preziosi 🙂

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