#GermanInterrail: Cosa vedere a Potsdam

L’ultima volta vi avevo lasciati un po’ delusa da Weimar, elegante città della Turingia che però non mi ha trasmesso emozioni particolari. Fortunatamente, ho avuto modo di fare pace con la Germania la settimana dopo, visitando Potsdam, città spesso (e purtroppo, aggiungerei) esclusa dagli itinerari classici. Vi lascio la mia guida su cosa vedere nella piccola e carismatica Potsdam.

Anche questa città, come la già citata Weimar, ci riporta direttamente sui libri di scuola. Qui, infatti, si svolse nel 1945 la conferenza di Potsdam tra le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale (USA, Unione Sovietica e Regno Unito), dove si decise la spartizione della Germania in quattro diverse zone d’occupazione. Potsdam fu prima parte del blocco sovietico e poi successivamente uno dei capoluoghi della Repubblica Democratica Tedesca.

Potsdam, però, fu anche un importante residenza estiva prussiana. Proprio per celebrare il suo passato sfarzoso, voglio iniziare il nostro viaggio virtuale dal famoso palazzo Sanssouci. Il nome viene dall’espressione francese “sans souci”, che si può tradurre come “senza preoccupazioni”. In realtà, Federico II Il Grande, il re prussiano che fece costruire questo palazzo, di problemi ne ebbe parecchi durante il suo regno. Mi piace pensare, però, che almeno qui a Potsdam potesse rilassarsi e godersi in tutta tranquillità e intimità la foresta della Sprea. Questo gioiellino rococò, un must per gli amanti del genere, fa parte dei patrimoni dell’umanità UNESCO dal 1990.

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Il mitico palazzo e il bel tempo

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Sans souci di nome e di fatto

Un consiglio: se volete visitare i suoi interni, recatevi qui molto presto. Gli ingressi, infatti, sono limitati, possono entrare circa 2000 persone al giorno. Sembra una cifra piuttosto consistente e dura da raggiungere entro la mattina, ma fidatevi non è così. Ve lo dice una che è rimasta a secco! Fortunatamente, i giardini sono molto belli e ricchi di cose da vedere, da una stazione di pompaggio “mascherata” da una moschea (ebbene sì) a un padiglione cinese adibito a casa da tè.

Una volta terminata la visita al Sanssouci, è ora di addentrarsi nella città. Potsdam è sicuramente un luogo curioso: ci sono tante cose da vedere, rigorosamente tutte collegate tra di loro senza alcun filo logico. In realtà, questo strano contrasto rende la città ancora più affascinante, lasciando i suoi ospiti in uno strano ma piacevole limbo.

Una di queste particolarità è proprio il Quartiere Olandese, il cosidetto Holländisches Viertel. Questa microcittà, formata da quattro isolati, fu costruita nel XVIII proprio per ospitare gli artisti e ingegneri olandesi, chiamati a corte dal re prussiano Federico Guglielmo I. Il rosso acceso dei mattoni e le forme originali delle case fanno sicuramente a pugni con l’ambiente circostante. Nonostante ciò, ho trovato questo piccolo gioiellino architettonico delizioso, sembra quasi di fare un salto nel tempo.

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Il delizioso quartiere olandese

Le bizzarrie di Potsdam, però, non finiscono qui. La città, infatti, ospita anche una colonia russia. Alexandrowka venne costruita tra il 1826 e il 1827 per ospitare i cantanti del coro militare russo. La colonia ospita 13 case di legno, costruite nello stile russo dell’epoca. Oggi Alexandrowka è un museo a cielo aperto, nonostante alcuni dei discendenti ancora vivano nelle casette di legno costruite per i loro antenati. Anche qui, il risultato è adorabile. Alcune delle abitazioni sembrano uscite direttamente una fiaba. Altre, invece, da un racconto del terrore russo, con tanto di Baba-Jaga affacciata alla finestra.

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Alexandrowka. Photocredits: wolf – Flickr

La colonia russa di Alexandrowka fa parte dei patrimoni dell’umanità UNESCO dal 1999.

Un monumento che non passa certamente inosservato è la Chiesa di San Nicola. Questo imponente edifico neoclassico sorge sulla piazza dell’Alter Market, in pieno centro cittadino. Si dice che la Nikolaikirche sia il simbolo dell’architettura neoclassicista tedesca. Normalmente non impazzisco per questo stile, però in questo è impossibile non rimanere impassibili davanti a tanta bellezza e tanta precisione. Purtroppo la chiesa fu gravemente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale. Fortunatamente e grazie alla resilenza tedesca, la chiesa ha riaperto i battenti nel 1981, diventando così uno dei simboli della città.

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La bellissima chiesa di San Nicola. Photocredits: Andreas Fränzel (AndiF)/WikiCommons

Un posto dove purtroppo non sono potuta andare e me ne rammarico molto è il Museo del Cinema, purtroppo all’epoca chiuso per lavori in corso. Durante la Repubblica di Weimar, proprio a Potsdam aveva sede la UFA-Filmstudio Babelsberg, uno dei maggiori centri cinematografici tedeschi. Attualmente poco fuori città sorgono gli studi Babelsberg, famosi e riconosciuti anche a livello internazionale.

Curiosità: Potsdam è gemellata con Perugia dal 1990.

Con Potsdam finisce la parte “est” del mio Interrail in Germania. Dopo di che, ho deciso di spostarmi a nord, per scoprire nuove città e nuove zone della nazione teutonica. Vi do un indizio sulla prossima meta: marzapane!
#GermanInterrail, tappe precedenti:

  1. Norimberga
  2. Dresda
  3. Erfurt
  4. Weimar
  5. Potsdam
  6. Coming soon!

 

 

27 pensieri su “#GermanInterrail: Cosa vedere a Potsdam

  1. Celeste ha detto:

    Io sono stata a Potsdam per festeggiare il capodanno 2016.
    Purtroppo però non sono riuscita a vedere niente o quasi, causa tempo da lupi. Faceva -11 fisso con la nebbia che si gelava addosso ed un vento polare. Le poche volte che proponevo di uscire, gli amici mi infilzavano con gli occhi.
    Al palazzo Sans Souci ci siamo stati (da fuori), ma come puoi immaginarti lo scenario era un po’ triste. Idem per la chiesa di San Nicola.
    Spero di tornarci con un clima più favorevole

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    • Giulia ha detto:

      Mamma mia, un vero tempo da lupi! Ti capisco, anche a me è capitato di visitare alcune città al freddo e al gelo e non mi sono goduta molto il viaggio. Spero tu possa rivederla, magari in primavera 🙂

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  2. L'OrsaNelCarro ha detto:

    Tutto questo in una sola città? Quanti stili e quante cose da vedere anche solo passeggiando! Proprio perfetta per me!
    Ma che impressione fa la BabaJaga affacciata! hahahah già solo il nome! 😛
    Sto cominciando ad appassionarmi al tuo Interrail come ad una puntata di una serie tv 😉

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  3. Sa ha detto:

    Io ci sono stata come “gira fuori porta” nel mio weekend lungo berlinese, è stato un bel fuori programma, visto che Berlino mi ha molto deluso. Noi abbiamo visto il parco e l’interno del palazzo, poi abbiamo girovagato in città dove abbiamo gustato anche un pranzo davvero ottimo in una birreria caratteristica.

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      • Sa ha detto:

        Avevo delle aspettative molto alte per questa città, erano anni che volevo vederla e quindi mi ero fatta un’immagine strana in testa. Per me era qualcosa tra Londra e New York con un fascino da Europa dell’Est… in realtà l’ho trovata sporca, disorganizzata, fredda, sotto le mie aspettative di molto. Stessa cosa mi è successa con Shangai… ti fai una foto in testa e poi quando arrivi delusione..

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      • Sa ha detto:

        Invece a me Praga è piaciuta da impazzire! Ci sono stata a fine marzo di qualche anno fa, la primavera alle porte e un sole caldo alternato alla nebbia sul ponte Carlo… bella bella! E’ proprio vero che i gusti sono diversissimi!!

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  4. clodb81 ha detto:

    Che peccato non poter entrare nel palazzo, a me è capitata la stessa cosa a Norimberga (che nomino visto che fa parte del tuo itinerario).
    Ma dalle tue descrizioni mi sembra che Potsdam abbia proprio tanto da offrire, per cui non ti è andata male, anzi!
    Io te lo dico, mi sono innamorata della colonia russa😍
    Un bacio,
    Claudia B.

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