Recensione: Will Ferguson – Autostop con Buddha

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Autostop con Buddha di Will Ferguson

Partito dall’estremità sud del paese Capo Sata, Will Furgoson nel suo “Autostop con Buddha” racconta il suo viaggio fino al punto più a nord, Capo Soya, seguendo un unico filo conduttore: la fioritura dei sakura, i ciliegi.

Chiunque abbia un minimo di conoscenza della cultura nipponica, sa che la fioritura dei ciliegi è un momento magico, vissuto con grande intensità dal popolo giapponese. L’usanza dell’Hanami, ossia godere della bellezza dei ciliegi in fiore, oltre a essere famosa in tutto il mondo, provoca delle vere e proprie migrazioni all’interno del paese, per raggiungere le località più famose e ammirare lo spettacolo.

Il mezzo scelto da Ferguson per quest’avventura non è altro che l’autostop, che gli permette non solo di viaggiare in maniera autonoma ed economica, ma anche di conoscere da vicino la cultura e le usanze dei giapponesi. I personaggi incontrati, a tratti quasi surreali, mostrano all’autore il vero Giappone, quello lontano dalle guide turistiche e dalle grandi metropoli.
Lo scrittore, con il suo stile scanzonato e ironico, racconta le avventure in viaggio e i personaggi singolari e a tratti assurdi conosciuti.

Oltre a passaggi, spesso Ferguson condivide con loro storie, punti di vista, aneddoti ed emozioni, anche piuttosto forti, come il racconto dell’anziano ex detenuto in un campo di prigionia americano. I giapponesi sono i protagonisti assoluti di questo romanzo, che lascia i preziosi sakura solo come sfondo delle vicende. Il popolo nipponico si mostra in tutte le sue tradizioni e contraddizioni, fedeli alle loro usanze e diffidenti verso lo straniero ma allo stesso tempo cordiali e amichevoli verso il loro ospite canadese.

Il libro è un connubio perfetto tra guida turistica e diario personale, con tante informazioni utili per chi progetta un viaggio nel Sol Levante e tante considerazioni personali per chi ama questo tipo di letteratura. 

A me è piaciuto parecchio, ma io sono sempre stata una patita del Giappone. Forse saranno stati i tantissimi cartoni animati nipponici visti sin dall’infanzia, ma questo splendido paese ha sempre avuto una sorta di fascino magnetico su di me. Ho letto “Autostop con Buddha” qualche anno prima del mio viaggio in Giappone. Sebbene non abbia seguito il suo itinerario, è stato bello ritrovare qualche dettaglio o rispecchiarsi in qualche affermazione incrociata durante la lettura.

 

10 pensieri su “Recensione: Will Ferguson – Autostop con Buddha

  1. Michela ha detto:

    Io ho adorato questo libro!!! E un paio d’anni dopo averlo letto mi son ritrovata lì ad osservare la lanterna “in bilico” sull’acqua del Giardino Kenrokuen di kanazawa che descrive nel libro….un’emozione enorme….

    Il Giappone è un paese magnifico, e non mi stanco mai di tornarci..ti auguro di andarci presto!

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  2. Valentina ha detto:

    Ciao, ho adorato questo libro che ho letto solo al rientro dal mio viaggio in Giappone. Mi é piaciuto molto lo stile dell’ autore, gli innumerevoli aneddoti e le curiosità sui giapponesi e la loro cultura. Mi é piaciuto meno il finale! 😞. Bel blog, ti ho conosciuto tramite i ragazzi AleandVale! A presto, Valentina

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