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Cosa vedere a Budapest: Cimitero di Kerepesi

Lo sapete, io e Budapest – mia città adottiva da quasi 4 anni – abbiamo uno strano rapporto: ci amiamo, ci odiamo, ci riappacifichiamo, ci sopportiamo, ci amiamo di nuovo e poi litighiamo ancora. Un bel casino, non lo nego! Però una cosa che mi piace molto c’è: non finisco mai di scoprire nuovi angoli a me sconosciuti. Il cimitero di Kerepsi è stato uno di questi.

“Amore, sabato mattina andiamo al cimitero?”
Certamente le premesse non erano delle migliori. Diciamo la mia richiesta è stata accolta con un sorriso un po’ tirato. Mettiamoci anche le previsioni meteo un po’ incerte e la solita pigrizia del fine settimana. Fortunatamente, però, ci siamo alzati dal letto e abbiamo visitato questo luogo a metà tra il magico e l’inquietante, un’oasi di silenzio in una città sempre più grande e caotica.

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Ricordi d’autunno al cimitero di Kerepesi

Il cimitero di Kerepesi è uno dei più antichi in Ungheria, costruito nel 1847 e ancora oggi in funzione, per quanto quest’espressione possa sembrare un po’ macabra. Spesso viene definito la risposta ungherese al Père Lachaise di Parigi, per la sua atmosfera un po’ bohémien e decadente. Diciamo che forse come paragone è un po’ azzardo, a Kerepesi certamente non riposano personalità famose come Jim Morrison o Maria Callas, però se ne avete apprezzato uno, probabilmente vi piacerà anche l’altro.

Vorrei raccontarvi ora qualche curiosità e aneddoto sugli ospiti ahimè permanenti del Cimitero di Kerepesi, non sempre conosciuti al di fuori dell’Ungheria.

József Antall

Questa tomba un po’ macabra ma di grande effetto appartiene a József Antall, un personaggio chiave nella politica moderna ungherese: fu, infatti, il primo Primo Ministro (scusate il gioco di parole!) democraticamente eletto dopo la caduta del comunismo, neanche trent’anni fa. Sebbene Antall fu sepolto qui nel 1993, questa impressionante scultura venne completata solo nel 1999, per mano dello scultore italo-ungherese Miklos Melocco.
Curiosità: avevo già visto, pur senza saperlo, una statua di Melocco a Esztergom, cittadina vicino Budapest. Si chiama “Incoronazione di Stefano I” e si trova proprio accanto all’enorme basilica che domina la città.

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La tomba di Antall

Blaha Lujza

Se siete già stati a Budapest, questo nome non vi è nuovo. Blaha Lujza è infatti il nome di una delle piazze più grandi della capitale e di una delle stazioni della metro 2. Certo, sarebbe meglio ricordarla per il suo talento, piuttosto che per una fredda e pure un po’ sporca stazione. Blaha Lujza (in ungherese si usa prima il cognome, in questo caso Blaha, poi il nome proprio) fu, infatti, una cantante e attrice attiva nel XIX secolo e soprannominata “l’usignolo nazionale”. La sua tomba penso sia una delle più belle e toccanti, gli angioletti sembrano davvero versare lacrime eterne.

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La tomba di Blaha Lujza

Kossuth Lajos

Anche questo nome non vi è nuovo se avete preso la metro a Budapest, una fermata se l’è aggiudicata anche lui. Kossuth Lajos, conosciuto come Luigi Kossuth in Italia, fu uno dei leader dei moti ungheresi del 1848, la rivolta che chiese a gran voce l’indipendenza del popolo magiaro dal dominio austriaco. Purtroppo la rivoluzione fallì e Kossuth riuscì a scappare prima di essere condannato a morte. Nonostante ciò, tutt’oggi viene considerato un vero e proprio eroe nazionale.

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Il mausoleo di Kossuth Lajos

Eroi della rivoluzione del 1956

Qui tocchiamo uno dei momenti più dolorosi della storia ungherese recente, ve ne avevo già parlato sulla pagina Facebook per l’anniversario di questo tragico evento. Nel 1956 l’Ungheria era un paese socialista, fortemente legato all’Unione Sovietica. Il 23 ottobre dello stesso anno, una manifestazione studentesca pacifica a Budapest si tramutò in una vera e propria rivolta contro Mátyás Rákosi, all’epoca segretario generale del Partito Comunista Ungherese. La protesta si ingigantì velocemente, milioni di ungheresi scesero in piazza per esprimere il loro sdegno, il loro dolore e la loro voglia di libertà. Purtroppo, però, la fortuna decise di non schierarsi dalla parte dei rivoluzionari. Pochi giorni dopo, le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel paese e marciarono per le vie della capitale, soffocando la rivoluzione nel sangue. Quasi 3000 ungheresi, per lo più giovanissimi, perirono durante gli scontri.
Queste tombe ricordano chi morì durante gli scontri e chi invece spirò decenni più tardi, con il perenne ricordo di quei giorni dolori stampato in testa.

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Le tombe degli eroi del ’56

Károlyi Mihály

In questo caso, più che del personaggio, ex primo ministro dell’Ungheria durante il primo dopoguerra, vorrei parlarvi della sua tomba. Da fuori, sembra semplicemente una cupola. Una volta dentro, invece, ci si rende subito conto della sua particolarità. Se si parla rivolti verso una delle colonne, anche a bassa voce, la persona accanto alla colonna di fronte a voi vi sentirà chiaro e forte, come se stesse urlando nelle sue orecchie. Una caratteristica simpatica ma che se posizionata dentro un cimitero assume dei toni piuttosto inquietanti.

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La cupola

Pantheon dei lavoratori

Questa struttura è uno dei tanti retaggi socialisti di Budapest. Costruito nel 1958 dall’artista Olcsai-Kiss Zoltán, il pantheon  era un vero e proprio omaggio alla working class ungherese. La particolarità, però, è un’altra: questo è uno dei pochi luoghi, se non forse l’unico, della capitale dove la parola “comunismo” appare in maiuscolo e in grassetto. Un lungo periodo storico non facile da vivere e certamente meno facile da dimenticare.

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Il Pantheon dei lavoratori

 

Come arrivare al Cimitero di Kerepesi: Dal centro, si può prendere la linea 2 della metropolina (sì, quella con le fermate Kossuth Lajos e Blaha Lujza!) e scendere a Keleti. Da lì, sono circa 5-10 minuti a piedi.

A voi piacciono i cimiteri? A me non molto, però alcuni sono oggettivamente bellissimi.

57 pensieri su “Cosa vedere a Budapest: Cimitero di Kerepesi

  1. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    I cimiteri al di fuori dell’Italia mi piacciono perché mi sembra di non sentire quel senso di oppressione che provo sempre nei cimiteri italiani (e nelle nostre chiese – forse è “colpa” del cattolicesimo molto presente?). Anche se sono molto lugubri, come quello di Highgate a Londra, o se ricordano eventi terribili come il cimitero americano in Normandia, mi piace camminare tra i loro viali in questi casi.
    Gli angioletti sembrano bambini veri trasformati in pietra 😱
    Buona serata!

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  2. vagabondele ha detto:

    Uuuhhh i cimiteri mi lasciano sempre molto perplessa, e detto da una che lavora nel settore la dice lunga, sarà che appena varcato l’ingresso mi raggelo, non sono mai serena…
    Questo però sembra trasmettere serenità anche a me.

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  3. inworldshoes ha detto:

    A me piacciono molto! Ed infatti nel mio itinerario di 3 giorni a Budapest di qualche anno fa questo cimitero era incluso! L’ho visitato ed ho scattato molte foto perché è davvero affascinante. È stato bello rivederlo nelle tue foto!

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  4. drinkfromlife ha detto:

    Che luogo particolare! Io non amo girare per cimiteri ma a Parigi me li girai quasi tutti. Il mio maestro di meditazione rimase sconvolto, lui è proprio contrario. Però, come al solito, faccio quello che sento 😀

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  5. outsidelivingtravel ha detto:

    Budapest, un po’ come Vienna, Praga, Trieste e tutte le cittá mitteleuropee mi sembra affascinante. Mi ricorda Berlino, un po’ per questa atmosfera da cittá sul fiume, a metá fra il Nord, il centro e l’Est Europa!
    Non vedo l’ora di prenotare un weekend e passare per di lá!!

    🙂

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  6. Daniela - The DAZ box ha detto:

    Che bella guida, veramente completa. Quando andai a Budapest non visitai questo cimitero, onestamente non l’avevo manco sentito nominare, errore mio comunque che in pochi giorni mi sono dedicata più che altro alle attrazioni più conosciute. Dev’essere bello comunque vivere in una città che ogni giorno (o quasi) offre sempre qualcosa di nuovo.

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  7. Paola ha detto:

    Il Père Lachaise di Parigi mi era piaciuto molto per la sua serenità, credo che i cimiteri centro/nord Europa siano decisamente meno cupi di quelli italiani

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  8. oltreleparole ha detto:

    Io normalmente non sono appassionata dei cimiteri. Mi lasciano sempre una certa malinconia che poi non mi abbandona per tutto il giorno. Devo dire però che questo ha delle tombe davvero uniche e particolari! Wow!

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  9. serena ha detto:

    Può parere strano ma a me piacciono e molto. Sono la storia di una città e racchiudono la memoria di chi ha vissuto nel passato. In questo senso non sono neanche posti tristi ma uno scrigno di ricordi e quindi una forma per far vivere una certa persona per sempre. Spero di fare presto un salto a Budapest !

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  10. robisceri ha detto:

    A me i cimiteri “piacciono” (sarebbe meglio dire affascinano), tant’è che ieri ho visitato quello di Urbino, certamente meno monumentale di quello di Budapest. Credo che ogni tanto sia necessario visitarne uno per rimettere le proprie priorità a posto e per pacificare le nostre menti inquiete. Sai qual è la tomba che ho “preferito”? Quella di BLAHA LUJZA, che è anche l’immagine di copertina. Mi ricorda le tombe del cimitero acattolico di Roma. E insomma, sì… I cimiteri sono per romantici

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  11. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Eh Giulia mi inviti a nozze con posticini come questo! Io adoro le robe insolite e creepy, soprattutto se corredate da storia e bei monumenti come questi. Se un giorno verrò a Budapest il cimitero sarà nella mia lista di cose da vedere però una cosa è certa, la cervicale di Blaha Lujza non la invidio per nulla! 😛
    A presto!

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  12. stampingtheworld ha detto:

    Anche tu adori andare per cimiteri come me?! Che bello! Questo, poi, sembra veramente spettacolare! Ho passato quasi un mese a Budapest ma nulla, non sono andata! 😦 Insomma, devo rimediare!

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  13. Alessia ha detto:

    Pensa che è una vita che mi piacerebbe andare a fare qualche foto al cimitero del Verano e ancora non ci sono riuscita. Avendo qualche giorno in più in una città che non conosco perché no, potrei andare a farmi un giro per tombe. Questo itinerario tra i defunti più celebri del camposanto di Budapest mi è proprio piaciuto, originalissimo e particolare come sono sempre i tuoi articoli. Bravissima Giulia

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  14. travelholicsouls ha detto:

    Mi stai facendo mangiar le mani.
    Allora, parti dal presupposto che noi abbiamo A M A T O Budapest; Simone, mentre passeggiavamo per le vie del centro, mi ha detto “Fino ad ora, è la mia città preferita”, quindi immaginati quanto ci sia entrata nel cuore.
    Pensavamo che non potesse esserci qualcosa che ce la facesse amare di più ma a quanto pare non avevamo tenuto conto di questo cimitero (ndr. Noi amiamo i cimiteri!).
    Niente, un motivo in più per tornarci! 🙂

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  15. serenadami86 ha detto:

    I cimiteri sono sempre dei luoghi un po’ misteriosi,carichi di energia…e questo è davvero figo! Sono stata a Parigi e credo apprezzerei anche questo a Budapest! Lo sai che il giochino Delle colonne è presente anche a Bologna sotto un porticato di piazza Maggiore???

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